Gli studenti del liceo Rinaldini esultano per il rientro in classe
Gli studenti del liceo Rinaldini esultano per il rientro in classe
di Alberto Bignami Primo giorno di scuola, ieri mattina, dopo il periodo che ha visto l’altalena con la dad. "Decisamente poco se non minimo – dice Serena Italia, studentessa di scienze umane al Rinaldini - il preavviso, ma siamo felicissime di aver ripreso le lezioni che, in presenza, sono decisamente più utili per affrontare l’esame dell’ultimo anno. Rispetto al fatto di seguirle al computer cambia moltissimo. Ci si concentra maggiormente e, anche quella domanda che si vuole fare in un determinato momento, si ha il tempo di alzare la mano. Non è una cosa così semplice quando invece si è di fronte ad uno schermo". Non da meno...

di Alberto Bignami

Primo giorno di scuola, ieri mattina, dopo il periodo che ha visto l’altalena con la dad. "Decisamente poco se non minimo – dice Serena Italia, studentessa di scienze umane al Rinaldini - il preavviso, ma siamo felicissime di aver ripreso le lezioni che, in presenza, sono decisamente più utili per affrontare l’esame dell’ultimo anno. Rispetto al fatto di seguirle al computer cambia moltissimo. Ci si concentra maggiormente e, anche quella domanda che si vuole fare in un determinato momento, si ha il tempo di alzare la mano. Non è una cosa così semplice quando invece si è di fronte ad uno schermo". Non da meno è la compagna Silvia Casadei: "Quest’anno per noi c’è l’obiettivo dell’esame – dice –, e seguire le lezioni in classe è tutta un’altra cosa. Per noi è un anno molto importante e la dad di certo non basta. Si pensi solo al fatto che a casa ci sono molte distrazioni e che alcuni di noi magari condividono la stessa stanza con un fratello o la sorella".

A preferire la presenza alla dad è anche Maria Margherita Fabietti: "E’ fondamentale – spiega -, soprattutto per chi si trova all’ultimo anno. A casa, anche se ci si concentra e si segue attentamente la lezione, si sta comunque in famiglia e i rumori non mancano, anche se involontari. C’è chi può avere il traffico sotto alla finestra, dei lavori in strada. In classe è tutto diverso; anche interrompere il professore per chiedere qualcosa, appare meno fastidioso. Il lato negativo delle lezioni in presenza – commenta – potrebbe stare invece nel fatto che le verifiche e le interrogazioni si concentrano tutte insieme, ma anche perché giustamente il docente vuole realmente sapere quanto è preparato un alunno. In dad – spiega – potrebbe esserci la possibilità di copiare o ricevere delle risposte".

Il rientro in classe vuol dire dunque anche essere sottoposti a continui esami. "Delle lezioni in presenza – fa Giulia Tazioli – l’unica cosa negativa, questo primo giorno di ‘riadattamento’ è stata la sveglia puntata molto presto. Ovvio altrimenti che le lezioni in classe sono molto più produttive rispetto a quelle a distanza. Si rivedono i compagni di classe e si ha finalmente e di nuovo, quel rapporto umano e non ‘artificiale’. In casa, si sta ‘chiusi’ e la concentrazione può anche venire a mancare per tanti motivi. Si è tornati, e ne sono felice, a quello che potrebbe essere considerato un filo diretto con il professore". A mancare sono stati dunque gli insegnanti, come i compagni di classe. "Purtroppo – dicono alcune alunne delle prime classi – ci siamo ritrovati però con tante verifiche e interrogazioni programmate durante questo primo giorno di rientro. Alcune si accumulano anche nello stesso giorno e riguardano materie differenti. La settimana che verrà – commentano – sarà drammatica. Purtroppo, durante la dad – dicono – c’è anche chi se ne approfitta ‘simulando’ una connessione internet che non funziona oppure cercando di copiare. Ecco che, con le lezioni in presenza – concludono -, i docenti anche giustamente ne approfittano per fare la ’prova del nove’, avviando subito interrogazioni e verifiche che vengono fissate per più materie, molto spesso anche nello stesso giorno".