Fabio Mariano, architetto
Fabio Mariano, architetto
"Riportare la fontana dei leoni nella piazza dov’è nata equivarebbe a risarcire la città del danno urbanistico subito". Sono le parole espresse pubblicamente nei giorni scorsi dall’architetto Fabio Mariano a cui la giunta ora ha affidato l’incarico specialistico di consulenza esterna relativo alla "eventuale decisione di ricollocare la fontana dei leoni" in piazza della Repubblica a seguito del lascito di 2 milioni di euro del compianto fumettista Cassio Morosetti. Il fatto che Mariano,...

"Riportare la fontana dei leoni nella piazza dov’è nata equivarebbe a risarcire la città del danno urbanistico subito".

Sono le parole espresse pubblicamente nei giorni scorsi dall’architetto Fabio Mariano a cui la giunta ora ha affidato l’incarico specialistico di consulenza esterna relativo alla "eventuale decisione di ricollocare la fontana dei leoni" in piazza della Repubblica a seguito del lascito di 2 milioni di euro del compianto fumettista Cassio Morosetti.

Il fatto che Mariano, storico dell’architettura e docente all’Università Politecnica delle Marche il mese scorso si sia già espresso in maniera inequivocabile a favore del sì allo spostamento durante un incontro organizzato dall’amministrazione, ha subito scatenato una pioggia di polemiche.

"Sarebbe un’assurdità non accettare un’elargizione così generosa per riparare ad un danno subìto dalla città" aveva detto Mariano.

L’incarico di consulenza, per poco più di mille euro, consiste nella redazione di uno studio-relazione "sull’opportunità di ricollocare la fontana dei leoni nella sua originaria posizione in considerazione del significato storico-culturale di questa azione e della lettura dei valori simbolici delle due piazze".

Ma anche "di individuare alcuni temi significanti che possano fornire elementi di spunto per la riqualificazione architettonica sia di piazza della Repubblica che di piazza Federico II".

Dal Pd il segretario Stefano Bornigia parla di "soldi pubblici spesi per avere una conferma certa, non una verifica dall’esito incerto". Di "totale assenza di rispetto dei cittadini di Jesi" e di "pessima amministrazione comunale".

"Ci troviamo cioè di fronte - aggiunge Bornigia - a una scelta amministrativa che prevede il cambiamento di un tratto consolidato dell’identità cittadina, commissionato da un lascito privato di un cittadino di Jesi, vissuto per decenni lontano da qui, che riceve una conferma tecnica utile alla conferma politica, senza che quelli che contano davvero, i cittadini di Jesi, abbiano mai potuto dire la loro".

Da Jesi in Comune che assieme al Pd ha presentato proposta di referendum Agnese Santarelli commenta: "Viene da chiedersi davvero a cosa sia servito tale incarico. Forse semplicemente per provare a giustificare una decisione evidentemente già presa e poco condivisa. Il professore parla di atto dovuto. Ad oggi di dovuto rimane solo il referendum: vedremo se la maggioranza avrà timore o meno del confronto con i cittadini e le cittadine".

Sara Ferreri