"No allo spostamento della fontana dei leoni in piazza della Repubblica": Jesi in Comune avvia la costituzione del comitato per arrivare al referendum abrogativo. Lo hanno annunciato gli esponenti dell’opposizione che stanno concertando le prossime mosse assieme al Pd che pure è intenzionato a percorrere questa strada. Jesi in...

"No allo spostamento della fontana dei leoni in piazza della Repubblica": Jesi in Comune avvia la costituzione del comitato per arrivare al referendum abrogativo. Lo hanno annunciato gli esponenti dell’opposizione che stanno concertando le prossime mosse assieme al Pd che pure è intenzionato a percorrere questa strada. Jesi in Comune ha lanciato l’appello pubblicamente all’adesione al comitato che dovrà essere formato da dieci persone e proporre la formulazione del quesito referendario che poi sarà vagliato dal comitato dei garanti. Solo in caso di ok da parte dei garanti si potranno raccogliere le 2mila firme necessarie, "operazione non semplice considerata la pandemia" ammette Agnese Santarelli che ha aggiunto: "Abbiamo analizzato lo Statuto e secondo noi il referendum sarebbe ammissibile". I tempi sono stretti e la maggioranza Bacci ha giustificato così il no al referendum consultivo bocciato in Consiglio. "Se la maggioranza avesse davvero voluto consultare la città – ha sottolineato la consigliera - invece di provare a convincerla avrebbe avuto il tempo per farlo da luglio scorso, quando è emerso il lascito di Morosetti. L’impressione è che la maggioranza abbia il sentore dell’opinione pubblica che per quanto ci sta arrivando non è così favorevole allo spostamento e all’imposizione di come cambiare l’identità della città imposta da parte di un privato benestante e nostalgico". Samuele Animali, Francesco Coltorti e Filippo Cingolani hanno rimarcato come i 2 milioni di euro in caso di mancato spostamento sarebbero tutt’altro che persi perché "finirebbero in beneficienza a tre associazioni tra cui la Lega del Filo d’oro".

Sara Ferreri