La barca sequestrata
La barca sequestrata

Jesi (Ancona), 14 settembre 2021 – Un vorticoso giro di acquisti di telefonini di ultima generazione, tablet e pc senza versare l’Iva: denunciate otto persone e sequestrati beni per quattro milioni di euro. I finanzieri della compagnia di Jesi hanno proceduto all’esecuzione di numerose perquisizioni e sequestri nelle Provincie di Ancona, Fermo, Macerata, Udine e Cosenza nei confronti di soggetti italiani e stranieri coinvolti nella maxi frode all’Iva sui prodotti elettronici e nel riciclaggio dei relativi proventi illeciti.

La complessa operazione, denominata Black wall ha permesso di scoprire, in oltre dodici mesi di attività investigativa, il meccanismo frenetico che consentiva a noti commercianti della provincia dorica a portare a casa un'ingente evasione dell’Iva. La frode è stata scoperta dai militari dipendenti dal comando Provinciale di Ancona sia mediante l’acquisizione di elementi informativi sul territorio sia grazie all’utilizzo di database.

Gli accertamenti svolti dalle Fiamme Gialle della compagnia di Jesi hanno permesso di individuare tre "società cartiere", domiciliate fittiziamente a Roma, prive di qualsivoglia struttura operativa, che venivano utilizzate per acquistare i prodotti da importanti fornitori ubicati in diverse regioni del nord e centro Italia e poi rivenderli prevalentemente online con il sistema del drop-shipping da siti nella disponibilità dei principali indagati. Si tratta di un modello di cessione di beni grazie al quale il venditore cede un prodotto ad un utente finale, senza possederlo materialmente nel proprio magazzino.

È stata, inoltre, scoperta anche una rete di customer care che, attraverso postazioni call center ubicate nelle province di Ancona e Fermo, forniva informazioni ovvero assistenza ai clienti dei prodotti venduti in evasione d’imposta. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Ancona, si sono basate pure sulla fondamentale e non agevole ricostruzione degli ingenti flussi finanziari anche da e verso due Paesi dell’Unione Europea, Austria e Ungheria.

Così le fiamme gialle jesine hanno smantellato un complesso sistema di frode attraverso il quale sono state occultate al Fisco operazioni imponibili per oltre 30 milioni di euro con la conseguente evasione di imposte per 7 milioni di euro. Otto persone, di cui cinque residenti nella Provincia di Ancona e considerati gli ideatori della frode (dai 39 ai 73anni) e tre di nazionalità ungherese che venivano utilizzati quali prestanome, sono stati denunciati per i reati di frode fiscale, riciclaggio, utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti che prevedono la reclusione fino a 12 anni.

Parte dei proventi di evasione sarebbero stati reinvestiti nell’acquisto di case e beni immobili nelle province di Udine ed Ancona. L'Autorità giudiziaria di Ancona ha emesso un provvedimento di sequestro preventivo, eseguito dalla Guardia di Finanza di Jesi, di beni immobili e mobili per 4 milioni di euro, ai fini della confisca "per equivalente". I finanzieri della compagnia di Jesi hanno, sequestrato un esercizio commerciale a Jesi, una yacht di oltre otto metri di lunghezza del valore di circa 150mila euro che era ancorato nel porto di Ancona, auto, case e saldi dei conti correnti bancari.