di Ilaria Traditi Manca pochissimo all’entrata in vigore del Green pass obbligatorio al lavoro (da venerdì) ma sono ancora tanti i dubbi da sciogliere. Tra proteste e rifiuti di vaccinarsi da parte di alcuni lavoratori, il rischio caos è dietro l’angolo. Preoccupate le associazioni di categoria che in queste ore stanno studiando nel dettaglio il decreto in attesa di nuove delucidazioni dal Ministero, pronte a trasmettere agli associati tutte le informazioni utili attraverso riunioni, incontri e webinar dedicati. "Siamo tra i maggiori sostenitori di questa misura – sottolinea il presidente di Confindustria Ancona Pierluigi Bocchini – avevamo addirittura caldeggiato l’obbligo vaccinale ma alla fine va...

di Ilaria Traditi

Manca pochissimo all’entrata in vigore del Green pass obbligatorio al lavoro (da venerdì) ma sono ancora tanti i dubbi da sciogliere. Tra proteste e rifiuti di vaccinarsi da parte di alcuni lavoratori, il rischio caos è dietro l’angolo. Preoccupate le associazioni di categoria che in queste ore stanno studiando nel dettaglio il decreto in attesa di nuove delucidazioni dal Ministero, pronte a trasmettere agli associati tutte le informazioni utili attraverso riunioni, incontri e webinar dedicati. "Siamo tra i maggiori sostenitori di questa misura – sottolinea il presidente di Confindustria Ancona Pierluigi Bocchini – avevamo addirittura caldeggiato l’obbligo vaccinale ma alla fine va benissimo il Green pass ottenuto con un test negativo. La stragrande maggioranza dei nostri associati è d’accordo, ne va della salute dei lavoratori. Non ci sono più scuse, i vaccini sono sicuri e approvati, chi non vuole vaccinarsi faccia il tampone". Che ne pensa della possibilità di renderlo gratuito? "Assolutamente in disaccordo – prosegue Bocchini – la collettività si sta già facendo carico dei costi della campagna vaccinale gratuita. Mi rivolgo anche agli imprenditori affinchè non paghino i tamponi ai dipendenti perchè si creerebbero situazioni di concorrenza sleale".

Più morbide le posizioni di altre associazioni, come Cna: "Siamo favorevoli al Green pass ma consapevoli dei disagi per le aziende – dichiara il direttore provinciale Massimiliano Santini – ci sono situazioni complesse da affrontare, stiamo dando agli associati tutto il supporto necessario. Chi farà i controlli? Come gestire il rapporto tra vaccinati e non? Circa il 15% dei nostri imprenditori sono no vax e c’è il rischio di dover lasciare a casa operai specializzati difficili da sostituire. Ci stiamo attivando per fare convenzioni con le farmacie e molte sono disposte a ridurre anche del 50% il costo dei tamponi. Se poi gli imprenditori decidono di pagarli ai dipendenti sono liberi di farlo. La situazione comunque non è facile, c’è molto nervosismo". Anche secondo Marco Pierpaoli, segretario di Confartigianato Ancona-Pesaro, la situazione è complessa: "Stiamo organizzando webinar per fornire tutte le delucidazioni necessarie, le imprese hanno bisogno di essere sostenute semplificando le normative ed evitando conflitti e tensioni. Quanto accaduto a Roma è deplorevole, dobbiamo restare uniti".

"Il Green pass obbligatorio rappresenta un ulteriore balzello per le nostre imprese soprattutto del Terziario già molto provate dalla crisi – le parole di Massimiliano Polacco, direttore di Confcommercio Marche Centrali – ci sono diverse interpretazioni e giovedì faremo un webinar per sciogliere ogni dubbio. La responsabilità sarà tutta in capo alle aziende". Anche il presidente di Confindustria Marche Claudio Schiavoni ammette che a pochi giorni dal Green pass obbligatorio "non siamo pronti al 100%". Sul fronte aziendale prevede maggiori difficoltà per le Pmi, "che hanno meno personale e quindi hanno figure multifunzione. Le aziende di maggiori dimensioni invece avranno più problemi nei controlli agli ingressi".

E riguardo quanto accaduto durante le proteste a Roma, dalla Regione arriva la solidarietà per la Cgil presa di mira dal popolo no pass. "Il diritto di manifestare e di dissentire è sacro solo se avviene nel rispetto della civile convivenza e delle leggi. Ogni forma di sopraffazione va condannata. Episodi come quelli di Roma non appartengono alla cultura politica del nostro paese e rappresentano un grave attacco alle istituzioni democratiche".