Il personale sanitario sempre più in prima linea in questa nuova ondata di contagi da Coronavirus
Il personale sanitario sempre più in prima linea in questa nuova ondata di contagi da Coronavirus
di Alessandro Di Marco I numeri tengono in bilico le Marche in attesa del verdetto odierno dell’Istituto superiore della sanità sull’assegnazione cromatica per la prossima settimana. In particolare a preoccupare sono gli esiti della ricerca della ‘Fondazione Gimbe’, da tempo impegnata negli studi di carattere sanitario, che pongono la regione al plurale con quelle con un quadro peggiore nel periodo compreso tra il 10 e il 16 febbraio. In particolare oltre all’incremento dei casi positivi Covid ogni 100mila abitanti (529), a sottolineare una...

di Alessandro Di Marco

I numeri tengono in bilico le Marche in attesa del verdetto odierno dell’Istituto superiore della sanità sull’assegnazione cromatica per la prossima settimana. In particolare a preoccupare sono gli esiti della ricerca della ‘Fondazione Gimbe’, da tempo impegnata negli studi di carattere sanitario, che pongono la regione al plurale con quelle con un quadro peggiore nel periodo compreso tra il 10 e il 16 febbraio. In particolare oltre all’incremento dei casi positivi Covid ogni 100mila abitanti (529), a sottolineare una tendenza ben poco incoraggiante è la soglia di saturazione dei posti letto in area medica arrivata al 45% rispetto al 30% della media nazionale e delle terapie intensive salita al 32% rispetto al 24% italiano.

In particolare fa sensazione il focus sull’andamento dei contagi nella provincia di Ancona, la sesta in Italia per trend in aumento (7,2% contro il 4,5% delle Marche il 3,2% a livello nazionale). Rilievi che si aggiungono a quelli della giornata di ieri in cui ancora una volta emerge come il fenomeno nella trasmissione del virus stia divenendo fuori controllo nell’area di riferimento del capoluogo dorico. Il report del Gores, infatti, riferisce che praticamente la metà dei casi registrati nelle Marche sono localizzati in provincia, dove si viaggia ormai quasi stabilmente oltre quota duecento infezioni quotidiane. Per la precisione 264 contagi sui 532 complessivi nella giornata in cui il rapporto tra positivi ed esami per le nuove diagnosi effettuati è al 10,7% se si includono anche gli antigenici, mentre si sale al 22.8% considerando soltanto i molecolari, cioè i test ufficiali.

Aggiornamenti in chiaroscuro dal fronte sanitario, dove sale in maniera minima il numero delle presenze in terapia intensiva su scala regionale (78, più uno rispetto a mercoledì), mentre dopo diverse settimane tornano sotto quota seicento le degenze complessive per il virus. Sono, infatti, 599 le persone ospitate nelle strutture sanitarie con un decremento di tredici unità rispetto a 24 ore prima.

Ma la voce più drammatica resta quella dei decessi che peraltro continua a crescere. Sono ben 17 quanti non ce l’hanno fatta inseriti nel tremendo resoconto di ieri. Si tratta di tutte persone ‘over 75’ con patologie pregresse, nove delle quali residenti in provincia: una 78enne e un 88enne di Jesi, un 83enne e un 92enne di Osimo, una 86enne di Maiolati, una 85enne di Falconara, un 81enne di Castelfidardo, un 75enne di Agugliano, una 83enne di Montemarciano. Diventano così 2.169 le persone positive al Covid spirate da inizio pandemia, ovvero quasi dodici mesi. Gli uomini sono 1.227, le donne 942. L’età media e di 82 anni per i deceduti, il 96.1% dei quali doveva fare i conti anche con altre malattie.