GIACOMO GIAMPIERI
Cronaca

I finti marescialli imperversano. Nonnine sventano l’ennesima truffa

Anziana residente ai quartieri nuovi chiamata all’ora di pranzo: "Smettetela o avverto le forze dell’ordine"

I finti marescialli imperversano. Nonnine sventano l’ennesima truffa

I finti marescialli imperversano. Nonnine sventano l’ennesima truffa

Una prima telefonata nell’orario in cui, tradizionalmente, i nonnini riposano dopo pranzo: "Buonasera signora, sono un maresciallo dei carabinieri". Lei, anziana residente nei Quartieri Nuovi di Ancona, si è subito insospettita. "Vorremmo avere informazioni su...". E il sedicente militare le ha fatto il nome di suo marito, scomparso esattamente 18 anni fa, nel 2006. "Lei è la moglie o la figlia?", ha insistito lo spietato criminale. Di tutta risposta la signora, ultra 85enne ma decisamente arzilla, ha riagganciato la cornetta, capendo di essere finita nel mirino. Tempo mezz’ora, una seconda chiamata al numero fisso. E ugualmente il contenuto ha fatto leva in maniera deplorevole sui sentimenti. Stavolta, accanto al falso maresciallo, altre voci in sottofondo che provavano a rendere più credibile l’imbroglio. Non cercavano soltanto informazioni, ma anche di intrufolarsi nella sua abitazione per spillarle soldi senza scrupoli. "Se non ve la smettete chiamo io le forze dell’ordine", ha sentenziato la nonnina. Che, così, ha sventato la più classica truffa ai danni degli anziani. La stessa, nel corso del pomeriggio di una decina di giorni fa, raccoglierà persino la testimonianza di un’amica residente in una palazzina vicina e alla quale, invece, avevano chiesto denaro – circa 4mila euro – per un incidente (mai avvenuto) a suo figlio. Sono due esempi di nonnine sveglie ed informate. Eppure tante, ancora, cadono nell’odioso e diffuso fenomeno dei raggiri nei confronti delle fasce più fragili. Dunque la campagna di informazione e sensibilizzazione promossa dalla Questura di Ancona, in tutta la provincia, prosegue senza soluzione di continuità, specie in un periodo dell’anno in cui le famiglie si sparpagliano per le vacanze estive. Non a caso, lo scorso 16 aprile, erano state diffuse delle lettere del sindaco dorico Daniele Silvetti e del questore Cesare Capocasa per informare le persone più in avanti con l’età, piuttosto che promuovere gli incontri di prossimità. Oltre all’attività preventiva, c’è poi quella repressiva. Proprio di recente sono stati denunciati due italiani di 20 e 25 anni che, utilizzando la truffa telefonica del finto carabiniere, hanno tentato di farsi consegnare denaro. Il solito modus operandi: "Suo figlio è in arresto per aver investito delle persone, paghi una penale e verrà rilasciato". I malviventi avevano contattato due vittime a Montemarciano e Osimo che, tuttavia, hanno allertato il 112. Per loro è scattato anche il foglio di via obbligatorio: non potranno tornare per i prossimi quattro anni. "La Polizia di Stato mette in campo, quotidianamente, ogni strumento disponibile per raggiungere l’obiettivo di garantire la sicurezza dei cittadini attraverso la prevenzione dei reati, intensificando l’attività di controllo del territorio e adottando misure che incidono sulla libertà personale di soggetti considerati pericolosi per l’ordine e la sicurezza", l’intervento del questore Capocasa.