RAIMONDO MONTESI
Cronaca

Il festival di Numana "Ciak, il cinema anni ’80 Prima era demonizzato, oggi è una vera mania"

Il direttore artistico e regista Enrico Vanzina presenta l’edizione zero: "Più forte del pregiudizio ideologico di una certa sinistra". Si inizia domani.

Il festival di Numana  "Ciak, il cinema anni ’80  Prima era demonizzato,  oggi è una vera mania"

Il festival di Numana "Ciak, il cinema anni ’80 Prima era demonizzato, oggi è una vera mania"

di Raimondo Montesi

Due giorni dedicati al cinema degli anni Ottanta, da passare in compagnia di alcuni dei più popolari protagonisti di una stagione rimpianta da molti, persino da chi all’epoca non era neanche nato. Il "Conero Film Festival" accende i riflettori su Numana, dove domani e sabato (ore 21.30) in piazza del Santuario ci saranno incontri, proiezioni e una mostra. Il direttore artistico è Enrico Vanzina, che insieme al fratello Carlo ha firmato molte pellicole dell’epoca, tutte di grandissimo successo. Sarà lui a condurre le due serate, insieme a Camilla Ghini, figlia di Massimo. Si inizia con Ezio Greggio, Jerry Calà e Gabriella Germani (domani) e si prosegue sabato con Massimo Ghini, Marco Marzocca, Eleonora Giorgi, Daniela Bianchi e Giampiero Mughini. Ci saranno anche Marcello con la Band di Demo Morselli. All’Arena Italia la mostra "Anni ‘80 Effetto Cinema" curata da Alessandro Orsucci esporrà manifesti (compreso quello storico di "007 dalla Russia con Amore", con la prima Bond girl italiana, Daniela Bianchi), locandine e fotobuste originali dell’epoca. Spazio anche alle colonne sonore originali su vinile.

Enrico Vanzina, i film degli anni ‘80 continuano a essere amati da chi li ha visti allora, ma piacciono anche ai ragazzi di oggi. Come se lo spiega? "Tra i giovani è scoppiata una vera mania per quei film. Provano persino nostalgia, come se quel periodo lo avessero vissuto. Forse perché trasmettono voglia di vivere, grande speranza. Hanno un’allegria che oggi manca. E pensare che il pregiudizio ideologico di una certa sinistra li ha demonizzati. Quelli e la commedia in generale".

Perché non è la prima edizione del festival ma l’edizione ‘zero’?

"Iniziamo con un approccio in punta di piedi. Il festival crescerà, con film, con un concorso. Per adesso ci sono due serate di spettacolo, fatte di musica e di parole. C’è una mostra. L’obiettivo alla fine è quello di avvicinare il pubblico al cinema. Scegliendo me come direttore artistico hanno scelto una persona che fa cinema da tutta una vita. Lo faccio quasi con spirito di servizio".

Tempi duri per il cinema. Colpa di piattaforme e internet?

"Quando arriva una nuova tecnologia bisogna adattarsi. In fondo si diceva che la tv avrebbe provocato la crisi del cinema. Questo è un periodo di grandi trasformazioni, e in più c’è stato il Covid. E’ anche una questione di prezzi. L’abbonamento a una piattaforma televisiva costa pochissimo. Ma, dati alla mano, il cinema si sta riprendendo".

E i film italiani di oggi le piacciono?

"Non si fanno film all’altezza. Una volta c’erano dei giovani attori e registi che si raccontavano. Oggi non sappiamo nulla dei giovani, perché nessuno li racconta. Nemmeno loro stessi".