Annalisa con il suo primo libro
Annalisa con il suo primo libro
"Non chiamatemi eroe, né angelo bianco". Si intitola così il primo libro di Annalisa Strappini di Castelbellino, operatrice socio sanitaria dell’ospedale Carlo Urbani in vendita presso le piattaforme online casa editrice Montedit, Ibs libri. Oppure nelle librerie limitrofe cittadine. Un viaggio personale in quelle corsie segnate dal Covid, dalla sofferenza e dalla distanza dai propri cari. "Si...

"Non chiamatemi eroe, né angelo bianco". Si intitola così il primo libro di Annalisa Strappini di Castelbellino, operatrice socio sanitaria dell’ospedale Carlo Urbani in vendita presso le piattaforme online casa editrice Montedit, Ibs libri. Oppure nelle librerie limitrofe cittadine. Un viaggio personale in quelle corsie segnate dal Covid, dalla sofferenza e dalla distanza dai propri cari. "Si tratta – spiega lei stessa – di un diario personale di un periodo difficile come quello del Lock down rigido vissuto tra marzo emaggio del 2020. La copertina è a sfondo verde come le prime divise degli oss dell’ospedale di Jesi, la foto è di un quadro di Carla Pistola bravissima pittrice e collega che rappresenta tante mani che si intrecciano. C’è bisogno di mani di diversi professionisti che collaborino insieme per un efficace rapporto di cura con chi sta male, così come i componenti di ogni nucleo familiare devono unirsi per superare ogni situazione specie le più difficili. Nell’introduzione – spiega ancora - ho voluto dare largo spazio alla spiegazione della mia figura professionale affinché la gente possa sempre di più conoscerci, perché combattiamo anche noi questa battaglia nei reparti ospedalieri, e la nostra figura è molto diffusa sia in ambito ospedaliero e sociale e non si può più fare finta che non esista. Ci siamo e siamo attivi per chi ha bisogno di noi, ieri, oggi e sempre. Inoltre nel raccontare quanto vissuto ho voluto anche mettere l’accento su come la fede mi abbia sostenuta in un momento così difficile così come ho visto la fede a sostegno delle sofferenze di chi stava male. Ho scelto di devolvere i diritti d’autore del mio testo all’associazione Fondazione Vallesina Onlus, presieduta da Elisa di Francisca - come gesto di gratitudine per averci sostenuto nella difficoltà, quando in quei primi periodi di emergenza i dispositivi di protezione individuale erano pochi, difficili da reperire e costosi. E’ stato anche grazie alla loro raccolta fondi che non siamo mai rimasti senza".