Il massacro delle foibe. Nei vagoni con gli esuli per il viaggio nella storia. Ecco il "treno del ricordo"

Il convoglio d’epoca è arrivato ad Ancona da dove è ripartito per Bologna. In centinaia l’hanno visitato salendo a bordo. C’era anche il ministro Abodi.

Il massacro delle foibe. Nei vagoni con gli esuli per il viaggio nella storia. Ecco il "treno del ricordo"

Il massacro delle foibe. Nei vagoni con gli esuli per il viaggio nella storia. Ecco il "treno del ricordo"

Quando ci si avvicina alla malvagità, che sulla terra solo l’uomo è capace di perpetuare, il dolore che si prova è tanto. Ma il dolore può, in certi casi, essere utile a comprendere quanto siano importanti il rispetto dell’altro, il ricordo per non ricadere nella trappola del male, la ricerca della pace per la futura umanità. "Conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra" è l’obiettivo principale che il ’Treno del Ricordo’ intende raggiungere. Il convoglio storico, promosso dal Ministro per lo Sport e i Giovani è giunto ieri ad Ancona da dove è ripartito nel pomeriggio per Bologna. Vagoni dell’epoca in cui avvenne l’esodo (iniziato nel 1944 e che in diverse fasi durò sino al ’54) ospitano una mostra multimediale che nella giornata di ieri è stata visitata da centinaia di persone che hanno potuto ripercorrere il viaggio compiuto dagli esuli giuliano dalmati. La mostra è articolata in più vagoni, alcuni dei quali possono anche essere stati usati dagli esuli nel loro viaggio verso l’Italia, ma 4 sono i più importanti: ospitano le 4 sezioni in cui è suddivisa l’esposizione: Italianità, Esodo, Viaggio del dolore e Ricordi di una vita.

Nel percorso è possibile rivivere la dolorosa esperienza degli esuli con filmati che provengono dall’Istituto Luce e da Rai Teche e fotografie fornite dall’Istituto Regionale per la cultura Istriana - Fiumana - Dalmata. Nei video una voce narrante ripercorre le tappe storiche che portarono all’esodo forzato delle persone appartenenti allo stato italiano costrette, alla fine del secondo conflitto mondiale, a lasciare la loro terra passata alla Jugoslavia.

I racconti dei profughi, le sofferenze provate prima e durante il viaggio a piedi, in treno o in nave. Nei vagoni, seduti nei seggiolini in legno, figure intagliate a riproporre gli esuli e nelle cappelliere le valigie in cartone con gli spigoli in metallo. Nell’ultimo vagone, forse quello più straziante, gli oggetti di vita quotidiana, bauli in legno o vimini, piccoli mobili, carrozzine per bambini, vasellame, pentole e utensili da cucina in alluminio. Resti delle poche cose che gli esuli riuscirono a portare con loro perché tutto il resto era stato requisito.

Claudio Desideri