C’è anche la danza nel dossier di Ancona capitale della cultura 2020. La Luna Dance Center è protagonista di un progetto che la vede al fianco di Accademia56, Poliarte e Zona Musica. Per il direttore tecnico Cristiano Marcelli, anche direttore artistico del Conero Dance Festival, "Ancona ha tutte le carte in regola per farcela". Il sostegno non le manca, come confermano...

C’è anche la danza nel dossier di Ancona capitale della cultura 2020. La Luna Dance Center è protagonista di un progetto che la vede al fianco di Accademia56, Poliarte e Zona Musica. Per il direttore tecnico Cristiano Marcelli, anche direttore artistico del Conero Dance Festival, "Ancona ha tutte le carte in regola per farcela".

Il sostegno non le manca, come confermano i messaggi ‘internazionali’ che Marcelli sta ricevendo. "Molti mi scrivono, dagli Stati Uniti, dalla Scozia, dal Messico. Tutti tifano per la città, perché la conoscono, l’hanno vissuta".

Un capitolo a parte meritano i danzatori di Pina Bausch, che dal Wuppertal Tanztheater, in Germania, hanno mandato un video di ‘incoraggiamento’ molto sentito, lodando Ancona sotto tutti i punti di vista. "In questi ultimi dieci anni li ho invitati tutti – ricorda Marcelli –. E tutti sono stati disponibili, dicendo cose belle sulla città e sulla loro esperienza". Tanti ‘forestieri’ conquistati dalla Dorica (‘Ancona mi ha sedotto’, dice Fernando Suel Mendoza), come è accaduto venti anni fa allo stesso Marcelli. "All’inizio giocò un ruolo importante questo mio essere ‘altro’, questo sguardo esterno su una comunità di appassionati di danza. Poi, diventato un anconetano a tutti gli effetti, ho cercato quello sguardo costruendo un network di collaborazioni. Avevo capito che quanto più questi sguardi fossero stati molteplici e diversi tanto più sarebbero stati utili per capire quello che stavamo facendo. Si trattava di definire la nostra identità attraverso il confronto con l’altro. Il nostro progetto per il dossier ‘La cultura tra l’Altro’ si ispira al tema dell’accoglienza, all’antico ruolo che Ancona, con il suo porto, ha sempre avuto. Consapevoli che senza l’altro quello che siamo non ha valore. L’arte e la cultura hanno questa responsabilità: ricordarci il valore della vita, mostrarci chi siamo".

r. m.