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22 mag 2022

"Il taser va usato con criterio"

Il commissario capo Dal Monte: "E’ un arma che avrà un grande effetto dissuasivo"

22 mag 2022
I poliziotti con il taser
I poliziotti con il taser
I poliziotti con il taser
I poliziotti con il taser
I poliziotti con il taser
I poliziotti con il taser

Il taser è arrivato nelle Marche. Ad utilizzarlo per primi, ad Ancona, saranno gli agenti della Squadra Volanti della Polizia di Stato. "Il taser è un’arma a tutti gli effetti, è assoggettata alla relativa disciplina normativa e, quindi, va usata con criterio, laddove ve ne sia reale bisogno". A spiegarlo è il commissario capo Luca Dal Monte, dirigente dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico. La pistola elettrica è in dotazione sulle pantere del 113. Per tutti gli altri uffici (squadra mobile e commissariati) e per le altre forze dell’ordine, c’è un apposito cronoprogramma, che ne prevede l’utilizzo pure in altre zone della provincia. Il taser è "un’arma importante che avrà anzitutto un grosso effetto dissuasivo, visto che viene portato sul cinturone degli agenti, sul lato opposto della pistola d’ordinanza". Tra l’altro, la nuova pistola sarà anche ben visibile, per via del suo colore giallo. Ma come (e quando) si potrà usare? "L’impiego – spiega il commissario Dal Monte – è previsto nei confronti di soggetti non collaborativi, che, con il loro comportamento, rappresentano una minaccia per gli operatori e per le altre persone presenti. Il taser, chiaramente, va utilizzato come extrema ratio, laddove tutti gli altri tentativi – a partire dal dialogo – non vadano a buon fine". E comunque l’utilizzo del taser non è immediato, ma progressivo e graduale: "Prima di usare il taser, si deve compiere una serie di step per mettere in guardia la persona e dissuaderla dal continuare ad adottare un comportamento non collaborativo". L’arma verrà quindi "puntata contro la persona, ne verrà annunciato l’utilizzo e, soprattutto, prima di usarla in modo completo, verrà sparata una piccolissima scossa di avvertimento". L’utilizzo completo dell’arma comporta lo sparo di dardi, "una sorta di proiettili che si ancorano al soggetto non collaborativo. Proiettili che – illustra Dal Monte – attivano degli impulsi in grado di generare, nella persona, una contrazione muscolare involontaria per circa 5 secondi. Il tempo necessario, cioè, affinché il soggetto possa essere bloccato e gli operatori possano intervenire in sicurezza, magari immobilizzando e ammanettando il soggetto. Soggetto che, tra l’altro, non subirà alcun danno a lungo termine per via della scossa". L’arma, che contribuirà ad aumentare la percezione di sicurezza dei cittadini, è già usata all’estero ed è largamente adoperata negli Stati Uniti.

Nicolò Moricci

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