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17 giu 2022

Il vescovo Spina: "Ogni giorno di vita è dono La morte va accettata e mai provocata"

Intervista all’alto prelato sul primo caso in Italia proprio nella nostra provincia: "La Chiesa è per stare accanto alle persone che soffrono"

17 giu 2022
claudio
Cronaca

Claudio Desideri a morte va accettata ma non provocata". Parole queste di monsignor Angelo Spina, Arcivescovo metropolita di Ancona Osimo, che il Carlino ha intervistato ieri quando ancora non era giunta la notizia del decesso di Mario, il quarantaquattrenne di Senigallia che ha ottenuto il via libera, primo in Italia, per il suicidio medicalmente assistito. Monsignore, qual è la posizione della Chiesa Cattolica nei confronti del suicidio medicalmente assistito? "La Chiesa Cattolica ha rispetto di ogni persona e si ferma di fronte al mistero della sofferenza e della malattia. E’ per lo stare accanto, prendersi cura con tutti i modi possibili, cioè curare. La scienza e la medicina ci danno tanto per curare, le cosiddette cure palliative. La vita è un dono e non va toccata mai. Quando affermiamo il principio che ognuno può determinare della sua vita, arriviamo ad una conclusione che non ci prendiamo più cura degli altri in tutti i sensi. La vita è un punto fermo, possiamo solo stare accanto, curarla, accompagnare, stare vicini ma non andare a provocare la morte. La morte va accolta ma non va provocata da nessuno". In Italia c’è una sentenza della Corte Costituzionale del 2019 che rende possibile la richiesta del suicidio medicalmente assistito... "Viviamo in una cultura, come è stata già definita da tempo, della morte. Noi invece dobbiamo promuovere la cultura della vita che è il bene. Non è solo un bene soggettivo e personale. Perché la vita è legata a chi ce l’ha donata e a tutta l’umanità. E’ un bene di cui dobbiamo rendere conto a noi stessi, ma anche agli altri. Questo è il principio di una relazione dell’umanità. Se lo togliamo, tutto crolla e si possono aprire scenari impossibili da controllare e capire. Ci sono i casi della soggettività, della sofferenza e della malattia e di ...

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