Impianto rifiuti, il comitato: "Il Comune dica no". Oggi un’assemblea pubblica con le Civiche

Intanto Legambiente Marche frena: "Questi impianti servono, importante è la corretta realizzazione".

Impianto rifiuti, il comitato: "Il Comune dica no". Oggi un’assemblea pubblica con le Civiche

Impianto rifiuti, il comitato: "Il Comune dica no". Oggi un’assemblea pubblica con le Civiche

Mentre aumentano le levate di scudi della politica e non solo contro l’impianto che Edison Next vorrebbe realizzare alla Zipa dove ha già una sede, Legambiente plaude al progetto e dice no alla sindrome Nimby. A dire un forte no al nuovo insediamento è il comitato ‘Smia - zona industriale’ mentre le tre liste civiche di opposizione hanno organizzato per oggi un’assemblea pubblica (ore 18) al circolo cittadino invitando associazioni di categoria, sindacati e soggetti coinvolti dal nuovo insediamento. "Esprimiamo – rimarca il presidente Paolo Gubbi (foto) - preoccupazione per la scelta della realizzazione di un sito per lo smaltimento di rifiuti pericolosi, altamente tossici come l’amianto. Chiediamo all’Amministrazione di dire fortemente e convintamente no, perché la salute delle persone viene prima di qualsiasi altra cosa, specie se si considera la pericolosità dei materiali che verranno trattati. La prima richiesta è stata presentata da Edison ad aprile 2023, rimodulata a febbraio 2024. In questo lasso di tempo abbiamo assistito a un silenzio che crea imbarazzo da parte dell’Amministrazione, fin quando il tutto è diventato di dominio pubblico. Questo impianto è indicato come industria insalubre, e seppur sarà progettato con criteri di sicurezza vigenti, non la garantisce al 100%. Eventi recenti, vicino a noi, hanno dimostrato che un incendio di impianti simili sprigiona delle sostanze tossiche nell’aria, le cui spese in termini di malattie o intossicazioni vengono fatte da residenti e lavoratori della zona. Cosa succederebbe se ciò accadesse a Jesi, a poco più di 1 km di distanza dai centri abitati e, dal quartiere Smia, nella zona Industriale, dalla Coppetella e dalla Riserva Ripa Bianca?". "Questi impianti nascono per ridurre la nostra dipendenza dallo smaltimento in discarica che da sempre ci condiziona in tutta la Regione – sottolinea Marco Ciarulli, presidente di Legambiente Marche –. Grazie a queste nuove tecnologie è possibile dare nuova vita a tutto quello che ieri consideravamo rifiuto e che quindi finivamo con il bruciarlo o con lo smaltimento in discarica. L’impianto proposto serve l’economia circolare e quindi ha un’interessante prospettiva anche sul fronte occupazionale. La questione cruciale nella realizzazione di questi impianti sarà la loro corretta realizzazione sul territorio".

sa. fe.