di Ilaria Traditi Un proiettile vagante di quelli utilizzati per la caccia al cinghiale che dopo un "viaggio" di svariate centinaia di metri è andato a conficcarsi nella gamba del tavolo del salotto del signor Giorgio Giorgi, a Chiaravalle, prima di terminare la sua folle corsa. Una storia incredibile, fortunatamente con un lieto fine ma che poteva avere un esito infausto. Meglio non pensare a cosa sarebbe potuto accadere se in quel preciso momento il signor Giorgio, la moglie o uno dei due figli si fossero trovati proprio nei pressi del...

di Ilaria Traditi

Un proiettile vagante di quelli utilizzati per la caccia al cinghiale che dopo un "viaggio" di svariate centinaia di metri è andato a conficcarsi nella gamba del tavolo del salotto del signor Giorgio Giorgi, a Chiaravalle, prima di terminare la sua folle corsa. Una storia incredibile, fortunatamente con un lieto fine ma che poteva avere un esito infausto. Meglio non pensare a cosa sarebbe potuto accadere se in quel preciso momento il signor Giorgio, la moglie o uno dei due figli si fossero trovati proprio nei pressi del tavolo, magari per guardare la televisione, fare colazione o svolgere le faccende domestiche. Il fatto risale a mercoledì scorso, alle 8.30 del mattino. Giorgi era da poco rientrato nella sua abitazione in via del Canale dopo aver accompagnato il figlio a scuola e mentre si trovava in camera ha sentito un rumore improvviso, metallico, che non ha destato però in lui preoccupazione. "Pensavo fosse il cane che aveva rotto una pallina dell’albero di Natale - racconta- è stato mio figlio ad accorgersi dell’accaduto qualche ora più tardi". Il proiettile infatti, dopo aver vagato per i campi e schivato alberi e altri ostacoli ha attraversato il balcone della famiglia Giorgi, bucando il vetro, rompendo lo stendino e conficcandosi nella gamba del tavolo di legno prima di cadere a terra. Quando hanno lo hanno trovato non volevano crederci. "Abbiamo subito chiamato i Carabinieri - prosegue il padrone di casa- sono venuti a fare i rilievi e poi abbiamo sporto denuncia. L’ogiva aveva la punta smussata e delle striature che fanno pensare che abbia urtato un sasso. A quanto pare un cacciatore ha sbagliato mira, poteva trovarsi stando a quanto ci hanno detto i militari dall’altra parte del fiume verso Falconara. Il proiettile, che ha una gittata di 1500 metri dopo la deflagrazione, era a fine corsa, aveva già scaricato tutta la sua forza quando è entrato in casa mia. Ma è pur sempre un’arma da guerra, avrebbe potuto recidere un arto o peggio, meglio non pensarci". La zona di via del Canale è residenziale, ci sono diverse abitazioni lì nei pressi e al momento sono in corso le indagini per tentare di risalire al responsabile del gesto. Oltretutto le zone circostanti sono battute da cacciatori di piccola selvaggina e volatili e non certo di ungulati quindi il perchè quel proiettile di quel calibro sparato da una carabina si trovasse lì resta un giallo ancora irrisolto. "E’ stato un bel rischio, spesso la mia famiglia si ritrova proprio in sala ed è stata una casualità che non ci fosse nessuno in quel momento - sottolinea il protagonista di questa disavventura- speriamo che riescano ad individuare il responsabile e che episodi del genere non si verifichino più. Ne va della tranquillità di tutti".