Artisti, imprenditori, professionisti ma anche tante ex maestre ed ex alunni. Molto partecipato ieri mattina l’ultimo saluto ad Anna Bonadies, moglie del critico d’arte e console onorario russo Armando Ginesi. La chiesa di San Marcello era gremita, nel rispetto delle norme anti Covid. Hanno officiato il rito Don Fabio Belelli, fratel Ludovico Albanesi...

Artisti, imprenditori, professionisti ma anche tante ex maestre ed ex alunni. Molto partecipato ieri mattina l’ultimo saluto ad Anna Bonadies, moglie del critico d’arte e console onorario russo Armando Ginesi. La chiesa di San Marcello era gremita, nel rispetto delle norme anti Covid. Hanno officiato il rito Don Fabio Belelli, fratel Ludovico Albanesi della Congregazione della Madonna della Misericordia, padre Franco Marzioni, dell’Ordine dei Francescani Minori. Ad accompagnare l’ultimo saluto in musica è stato il già organista del Santo Sepolcro di Gerusalemme, il noto compositore padre Armando Pierucci che ha eseguito suonate di requiem, accompagnato da un violinista. Tra le numerose presenze l’imprenditore Paolo Guzzini, il presidente dell’Ordine dei Giornalisti Franco Elisei, i noti artisti Nazzareno Rocchetti, Giannetto Magrini e Giuseppe Fortunato, il critico d’arte Gabriele Bevilacqua, il segretario generale del Premio Vallesina Nicola di Francesco. E tante ex colleghe di Anna, ex alunni, amici a parenti. Momenti davvero toccanti fatti di ricordi indelebili. Lo stesso prof Armando Ginesi pur provato dalla gravissima perdita, ci tiene a ringraziare tutti, tramite il Carlino, per la vicinanza e l’affetto ricevuti. Alla camera ardente centinaia di persone venute anche da fuori. "Ero con Marco (il figlio, che è console onorario della Federazione Russa in Italia, ndr) – racconta – accanto al feretro. Si è avvicinata una coppia di mezza età di non so dove dicendo: ‘Siamo i genitori di una sua ex alunna che adesso è all’estero. Mia figlia, quando era scolara, è stata molto male e la maestra Anna le è stata tanto vicina. Le ho poi scritto una lettera così bella e commovente che la conserviamo tra nostre cose più care. Non potevamo non venire a renderle omaggio".

Sara Ferreri