Un altro scatto del bimbo ricoverato dopo quello con l'infermiera
Un altro scatto del bimbo ricoverato dopo quello con l'infermiera

Ancona, 25 marzo 2021 - I protagonisti della foto scattata all’interno della rianimazione del Salesi, diventata virale dopo la pubblicazione sul Carlino, sono due: il bambino e la sua voglia di reagire e di giocare e l’infermiera, Katia Sandroni, col suo abbraccio meraviglioso. Eppure c’è un terzo attore, forse il protagonista principale, ossia chi ha scattato quella foto.

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Lo scatto L'infermiera e il bambino: la foto simbolo che ha commosso tutti

Monica Pizzichini, medico anestesista della rianimazione del Salesi, è sua quella foto che sta facendo il giro della rete?
"Sì, ho scattato io quella ed altre foto simili a Katia e a quel bambino".

Come è nato questo scatto?

"Nella maniera più naturale e istintiva possibile. La scena era molto dolce e quando me ne sono accorta ho preso il cellulare il mano e ho scattato".

L’infermiera non si è accorta di nulla, è così?
"Non si sarebbe potuta accorgere perché quella foto io l’ho scattata attraverso il monitor di controllo che abbiamo nella sala comando del reparto dove osserviamo tutti i pazienti. Una telecamera di sorveglianza manda le immagini della stanza e io ho puntato obiettivo del mio cellulare sul monitor".

Quindi la foto è assolutamente autentica e nessuno potrà dire che è stata costruita ad arte
"Certo, è successo tutto nel giro di pochi secondi, dal momento in cui ho guardato quel monitor e mi sono accorta di quella scena bellissima a quando ho scattato. Katia non sapeva nulla e non si è accorta di nulla. Quando ha terminato il suo turno, durato quattro ore, le ho mostrato gli scatti e lei è rimasta senza parole. Ci tengo a dire una cosa importante…".

Dica pure.
"Nessuno in quel momento ha pensato alla piega che quella foto avrebbe preso. Quando l’abbiamo condivisa sia con il nostro primario che con la madre del bambino è sorta l’idea di poterle dare più visibilità. Ripeto, nessun intento speculativo, solo una bellissima scena".

Cosa l’ha colpita di più di quella scena che ha visto attraverso quel monitor?
"La dolcezza con cui Katia stava seguendo il bambino. Il nostro compito è curare, ma in quel momento lei stava svolgendo una mansione ulteriore. Quando è uscita dalla stanza alla fine del suo mini-turno dando il cambio ad una collega, mi ha detto che il piccolino stava piangendo e allora lei ha sentito il bisogno di sdraiarsi vicino a lui e di farlo giocare. In effetti quell’atteggiamento ha avuto un buon esito e il bambino si è calmato e ha iniziato a giocare".