BUROCRAZIA L’insegna fatta rimuovere e Rossano Stura

Osimo (Ancona), 12 ottobre 2018 - Quando è arrivata la decisione del giudice di pace, l’insegna l’ha dovuta togliere subito per non incorrere in altre multe oltre a quella che gli era stata già inflitta da ottomila e 890 euro che adesso dovrà pagare. La grossa insegna pubblicitaria che porta il cognome del proprietario del negozio, posta tra due piloni all’ingresso dell’area dove è situato «Sinergy», il negozio di elettrodomestici a Padiglione di Osimo, adesso giace a terra in attesa di essere portata via per sempre.

«Questa cosa che mi è successa è pure più grave dei quattro tentativi di furto che ho subito nel mio negozio», dice il titolare Rossano Stura. Risale al 2013 l’inizio della vicenda a livello nazionale che poi, due anni fa, per il caso osimano è finita in tribunale. Secondo il codice della strada quell’insegna, così come molte di altrettanti esercizi commerciali dell’osimano e non solo, non è conforme alle disposizioni di legge perché la sua sola presenza è fonte di distrazione per gli automobilisti alla guida. C’erano stati sopralluoghi da parte dei carabinieri e della polizia locale. Molte insegne simile furono coperte da teli scuri o rimosse.

Famoso fu il caso di quella gigante del «Decathlon» all’Aspio di Camerano, pericolosa alla vista per gli automobilisti in corsa lungo un tratto dell’A14 da dove solo una delle varie insegne è visibile. «Nel 2011 avevo chiesto l’autorizzazione al Comune ed era tutto ok. Ogni anno pago più di mille euro. Poi però ci sono le leggi obsolete, i «carrozzoni» vecchi, che costano ai contribuenti un mare di soldi. Solo così posso giustificare quello che accade. Ottomila e 889 euro da pagare alla provincia di Ancona per la mia pericolosissima insegna che ha causato migliaia di incidenti davanti al mio negozio – dice sarcasticamente Rossano Stura -. È così che vanno le cose e non sono stato l’unico a subire questa ingiustizia. Noi però siamo commercianti e continuiamo a lavorare». Stura nel 2015 aveva deciso di presentare ricorso, non accolto: «Sono un sognatore e ho deciso di affidarmi alla giustizia. La sanzione è stata raddoppiata in secondo grado con l’aggiunta delle spese legali. Pagherò, sono un cittadino onesto, ma ho difficoltà ad accettare tante ingiustizie, come questa e le spaccate dei malviventi in danno al mio negozio frutto di sacrifici».