Istituto storia Marche, giorni contati "I fondi ci saranno, ma non tutti"

L’Ism ha chiesto cinquantamila euro, l’assessore Brandoni: "Credo sarà impossibile inserirli in bilancio. La somma che riusciremo a erogare sarà inferiore". Dopo la notizia sul Carlino è partita una petizione.

Istituto storia Marche, giorni contati  "I fondi ci saranno, ma non tutti"

Istituto storia Marche, giorni contati "I fondi ci saranno, ma non tutti"

"Non c’è nulla di deciso sulla copertura delle risorse per l’Istituto di Storia delle Marche, non è vero che il finanziamento è stato azzerato. Una cosa è certa, la richiesta dei vertici dell’associazione non potrà essere corrisposta in toto". L’assessore regionale al bilancio, Goffredo Brandoni, da un lato lascia una porta aperta alla speranza sul futuro dell’istituto con sede ad Ancona, ma dall’altro, di fatto, annuncia che al massimo potrà essere soddisfatta solo in parte la richiesta d’aiuto dei suoi vertici: "L’ISM ha chiesto 50mila euro e credo sarà impossibile infilare quella somma nella variazione di bilancio che ci stiamo apprestando a varare _ aggiunge Brandoni _. Se riusciremo a dedicare una somma all’istituto sarà inferiore a quella, ma ancora non glielo so dire e neppure le so dire di quale somma si sta parlando. Dobbiamo discutere di tante cose all’interno di questa variazione molto importante. L’analisi poi dovrà andare in Commissione e quindi in discussione in consiglio regionale dove ci attendiamo una serie di emendamenti. Potrebbero essere necessarie delle modifiche, quindi è una partita ancora aperta. Se dovessi dirle adesso le chance di un contributo all’ISM le dico che siamo 51 a 49 per il ‘sì’. Quelli dell’istituto mi chiamano spesso e adesso stanno chiamando il mondo intero, compresi voi della stampa". Così come è legittimo che la Regione disponga le sue modifiche al bilancio, mettendo e togliendo ciò che ritiene più funzionale all’azione di governo, è altrettanto legittimo che i vertici dell’Istituto di Storia delle Marche cerchino in ogni modo di evitare la scomparsa di un pezzo enorme di patrimonio culturale del territorio. Da due anni la Regione non copre più le spese annuali dell’ISM, da tempo costretta a dividersi tra la sede di rappresentanza a Palazzo Camerata e un deposito di Falconara non visitabile dal pubblico. La notizia del rischio dell’azzeramento del contributo, ma soprattutto della chiusura immediata dell’istituto, diffusa ieri dal Carlino, ha suscitato tantissime reazioni. Tra queste anche la creazione di una petizione online per chiedere il salvataggio di un pezzo di memoria storica di Ancona e delle Marche. Una petizione lanciata ieri dalla vicepresidente dell’ISM, la professoressa Carla Marcellini, e che nel pomeriggio aveva raggiunto già quota 298 firme. Oltre alla sopravvivenza l’istituto dovrebbe poi, eventualmente, pensare anche alla sede. Quella attuale, divisa in due pezzi, non è accettabile. La stessa giunta Acquaroli non ha portato più avanti neppure i lavori per quella nuova, localizzata nella ex sede del Pci di via Cialdini. I lavori erano partiti prima del Covid, ma poi, anche col cambio di giunta, si sono arenati.