Fontana dei leoni da riportare in piazza della Repubblica, mentre i promotori del referendum contro l’accettazione del lascito Morosetti lanciano la petizione popolare (ieri il banchetto era all’inizio del corso davanti alla Bnl) a intervenire nel dibattito è l’architetto cha ha lavorato alla riqualificazione di piazza...

Fontana dei leoni da riportare in piazza della Repubblica, mentre i promotori del referendum contro l’accettazione del lascito Morosetti lanciano la petizione popolare (ieri il banchetto era all’inizio del corso davanti alla Bnl) a intervenire nel dibattito è l’architetto cha ha lavorato alla riqualificazione di piazza Federico II. "Non toccate la fontana" il titolo della lettera inviata al sindaco dall’architetto Sergio Morgante. "La fontana non è nata insieme a piazza della Repubblica ma vi è stata collocata nel corso del tempo. Ciò significa che non è un elemento essenziale della composizione". "La fontana – rimarca Morgante – venne progettata traendola da un ‘manuale’ figlio dell’epoca dei lumi e dell’Enciclopedia ed è stata banalmente appoggiata al centro della piazza e dopo qualche decennio smontata e riappoggiata in piazza del Duomo. Dieci anni fa la piazza del Duomo è stata risistemata e il progettista si è posto il problema di relazionare quell’oggetto ingombrante calato dall’alto al perimetro monumentale della piazza formato dalle facciate di San Floriano, del Duomo e dei palazzi alti e solenni. Nel nostro caso doveva includere anche l’elemento centrale la fontana, facendo a posteriori quello che si sarebbe dovuto fare all’inizio. Quindi quel progettista disegnò un reticolo di linee bianche (con la stessa pietra della fontana e degli elementi architettonici dei palazzi circostanti) che rimandano visivamente agli edifici perimetrali e che incorniciano al centro la fontana rendendola partecipe della scena. Ora togliere la fontana che è diventata parte integrante dell’opera significa ‘amputare l’opera’ e sfigurare la piazza".