MARINA VERDENELLI
Cronaca

La madre porta via il figlio. Fa un provino a Praga. Lo prendono in squadra e non torna più in Italia

Il padre, di Montemarciano, ha denunciato la donna per sottrazione. Ieri per lei la condanna a 8 mesi. Il ragazzo ora ha 18 anni ed è stato. sentito in aula dove è scoppiato a piangere: sei anni senza vedere il papà.

I giocatori dello Slavia Praga, squadra simbolo della capitale ceca

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Ancona, 11 luglio 2024 – Aveva ottenuto l’affido condiviso ma il bambino era stato collocato, per decisione del tribunale dei Minori, nella casa del padre perché era economicamente quello che stava meglio e che poteva quindi garantirgli un futuro migliore al figlio.

Alla madre restava di vederlo due pomeriggi a settimana, un week end alternato e le le ferie estive, due settimane in tutto oltre a qualche festivo comandato da dividere però con il padre del minore. Inizialmente le visite e le permanenze con la donna sono andate bene, tutto regolare. Arrivata l’estate, luglio 2015, lei ha portato il figlio in vacanza nel suo paese, a Praga, nella Repubblica Ceca, di dove è originaria.

Lì si era trasferita trovando un nuovo lavoro e una nuova vita. Quando è stato il momento di riportare il bambino dal padre, a Montemarciano, in Italia quindi, non lo ha fatto. Il figlio, aveva 12 anni all’epoca dei fatti, aveva superato un provino di calcio con la squadra giovanile della Slavia Praga e prometteva anche bene. Per la madre era il bambino a non voler più tornare preferendo vivere nella Repubblica Ceca dove aveva anche iniziato ad andare in una scuola e ad imparare bene l’inglese.

Per il padre solo un trucco della donna per portaglielo via. Dopo aver atteso la fine della stagione estiva e aver sperato inutilmente di poter convincere la donna a riportarglielo ha fatto denuncia. Era ormai settembre del 2015. Una sottrazione di minore che ha portato a processo al tribunale di Ancona la mamma del bambino (oggi ormai maggiorenne), una 50enne.

Ieri la donna è stata condannata dalla giudice Maria Elena Cola ad otto mesi di reclusione pena sospesa. Un reato definito permanente, quindi che non si è prescritto nel tempo, e caratterizzato dall’offesa che si protrae nel tempo in virtù di una condotta persistente e volontaria. In questo caso fino al compimento dei 18 anni del bambino che poi è stato libero di decidere per sé e di rivedere anche il genitore. Il figlio della coppia ieri è stato sentito in tribunale prima che la giudice si ritirasse in camera di consiglio e mentre riferiva sui fatti è scoppiato a piangere.

Inizialmente il capo di imputazione era anche a carico del padre, un 70enne anconetano che risiede a Montemarciano, geometra, per i reati di calunnia e mancati versamenti alla donna ma queste due posizioni si sono prescritte.

La ceca era difesa dall’avvocato Renato Codiglia. Il bambino, oggi ormai ragazzo, sarebbe stato sei anni senza rivedere il padre di persona. Stando alla difesa il padre inizialmente sarebbe stato d’accordo a lasciarlo alla madre e gli aveva spedito a Praga anche tutti i vestiti.