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9 giu 2022

La pesca marchigiana unita "Di nuovo tutti in sciopero"

Nella marineria anconetana ha prevalso la linea dura dello stop a oltranza. Oggi pomeriggio nuovo incontro a Civitanova per studiare le prossime mosse

9 giu 2022
pierfrancesco curzi
Cronaca
Il ritorno in mare dopo 17 giorni di stop. Ora però lo sciopero della pesca riprende
Il ritorno in mare dopo 17 giorni di stop. Ora però lo sciopero della pesca riprende
Il ritorno in mare dopo 17 giorni di stop. Ora però lo sciopero della pesca riprende
Il ritorno in mare dopo 17 giorni di stop. Ora però lo sciopero della pesca riprende
Il ritorno in mare dopo 17 giorni di stop. Ora però lo sciopero della pesca riprende
Il ritorno in mare dopo 17 giorni di stop. Ora però lo sciopero della pesca riprende

di Pierfrancesco Curzi

"Da quando stiamo protestando il prezzo del gasolio ha continuato a salire, ma se il parere generale della categoria è quello di fermarsi di nuovo noi ci siamo". Apollinare Lazzari, il presidente dell’associazione produttori pesca di Ancona e responsabile della marineria dorica, commenta la scelta presa a livello nazionale dalla categoria. Le marinerie delle Marche sono di nuovo in sciopero. Lo hanno fatto sapere ieri Francesco Caldaroni, presidente delle marinerie d’Italia e appunto Lazzari. Armatori e pescatori tornano dunque a incrociare le braccia a causa del caro gasolio, dopo un momentaneo stop allo sciopero che ha visto i pescherecci riprendere il mare nella giornata di lunedì. Lo stesso Lazzari, interpellato dal Carlino, martedì aveva affermato che non sarebbe tornato in mare dopo la ‘prova’ messa in atto dalle 36 barche a strascico di Ancona il giorno prima. Altri, a detta sua, erano pronti a partire, col dubbio di una probabile azione di disturbo da parte delle altre marinerie della regione invece ferme da quasi tre settimane.

"Nelle Marche siamo di nuovo fermi, così come anche in Abruzzo, Molise, Puglia, Calabria e si è aggiunta anche la Sicilia, tranne che a Mazara del Vallo" ha detto Caldaroni annunciando per la giornata di oggi una assemblea delle marinerie a Civitanova Marche per decidere il da farsi. La posizione della pesca anconetana è in linea, ma la sostanza è abbastanza chiara: "Nonostante le nostre proteste – spiega Apollinare Lazzari – il prezzo del petrolio continua a salire e con esso il gasolio che ha superato 1,20 euro arrivando a toccare punte, nelle Marche, di 1,25 euro al litro. Così è difficile lavorare per noi. Siamo ancora tutti in attesa di risposte da parte del governo e da parte della comunità europea".

Intanto l’incontro di oggi pomeriggio a Civitanova delle marinerie delle Marche per decidere come procedere è stato confermato. L’intenzione resta la stessa, nella speranza che stavolta produca dei risultati: "Noi vogliamo proseguire con lo sciopero se non arriveranno risposte alle nostre richieste – ribadisce il presidente dei pescatori anconetani – L’auspicio è che si trovi al più presto una soluzione, anche perché così non riusciamo ad andare avanti: siamo indietro con i mutui contratti con le banche per i lavori di ristrutturazione delle imbarcazioni necessari periodicamente. Inoltre, abbiamo spese fisse che dobbiamo onorare e che stiamo continuando a pagare come gli stipendi dei marinai e i contributi. Le barche anche da ferme costano".

Appare chiaro che il tono della protesta possa alzarsi rispetto a quanto è stato fino a oggi. L’ultima manifestazione dei pescatori ad Ancona, dal Mandracchio alla Zipa, è stata contrassegnata da una certa tensione con le forze dell’ordine.

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