NICOLÒ MORICCI
Cronaca

L’altra faccia del Pincio Tra bivacchi e degrado, ecco il covo dei disperati

Brandelli di vestiti, tende improvvisate e resti di cibo: residenti preoccupati. Intanto, vicino all’Arco di Traiano, sono state ripulite le nicchie usate come dormitorio.

L’altra faccia del Pincio  Tra bivacchi e degrado,  ecco il covo dei disperati

L’altra faccia del Pincio Tra bivacchi e degrado, ecco il covo dei disperati

di Nicolò Moricci

Accampati al Pincio: dormitorio a cielo aperto in pieno centro. È quanto accade ormai da oltre un mese, a sentire i residenti della zona. Nessuno avrebbe mai visto quei vagabondi che abitano il polmone verde del Pincio, ma i panni stesi, le vele issate per ripararsi dal sole e i resti (freschi) di cibo la dicono lunga su un dormitorio a cielo aperto nei pressi di via Rodi. Stiamo parlando di uno dei parchi più belli della città, con una vista mozzafiato sul Cardeto e sul porto. Anche lì, sotto l’arco di Traiano, fino a una settimana fa, vivevano dei clochard. Ora, al porto, restano solo una t-shirt e qualche bottiglia di vetro. Dei senza tetto, neppure l’ombra. Al parco del Pincio, invece, la situazione è ben diversa. Entriamo dal cancello di via Veneto e imbocchiamo il sentiero a destra, tra l’erba alta e gli alberi incolti. Salendo, arriviamo al belvedere. Basta voltarsi un po’ per essere travolti da uno spettacolo (a dir poco) indecente. Il fetore anticipa quello che, dopo qualche secondo, avremmo documentato. Scatolette di tonno aperte e lasciate marcire al sole, con insetti e mosche intorno ai pacchi con la scritta Fse (acronimo di fondo sociale europeo, ndr). Dentro i locali che avrebbero dovuto ospitare i servizi igienici – che non ci sono da anni – giacciono sacchi a pelo improvvisati, coperte e cartoni di ogni tipo. Brandelli di vestiti e stracci sono invece appesi in uno stendi panni dell’ultimo minuto, riparato da un muretto. Dietro, è terra di nessuno, con urina, lattine e bottiglie di vetro anche potenzialmente pericolose. Il bello è che a meno di 10 metri da lì giocano i bambini. Poco distante dall’entrata di via Circonvallazione, nei pressi del parco della Cittadella, la zona verde è ultra frequentata, soprattutto di sera. Al mattino presto, i nonni usano portare i propri nipoti in bici o sul triciclo. Uno di loro, che preferisce l’anonimato, spiega: "Mi sono accorto di questo accampamento perché cercavo un bagno per mio nipote, di 5 anni. Appena mi sono sporto, l’ho portato via. Chissà che ci fanno là dentro".

Tra l’altro, proprio qui, nei giorni scorsi, sono stati avvistati branchi di cinghiali. Ungulati che potrebbero essere richiamati persino dalla presenza di residui di cibo. Le transenne comunali rosse a ridosso delle mura sono i titoli di coda del Pincio, lasciato da tempo in mano a sciatteria e degrado. È solo l’ultimo capitolo di una triste saga infinita.