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16 apr 2022

"L’arte per non dimenticare Ustica"

La mostra sulla strage, a lungo ospitata ad Ancona, va a Palermo

raimondo montesi
Cronaca

di Raimondo Montesi

Dici Ustica, e pensi subito alla tragedia, alle 81 vittime, a uno dei tanti misteri irrisolti d’Italia, fatti di depistaggi e menzogne, di segreti inconfessabili. Ma intorno a quel nome è fiorita anche l’arte, quella di denuncia, o d’impegno civile, come siamo soliti definirla. Il DC9 precipitato in mare nei pressi dell’isola era della compagnia anconetana Itavia, fondata da Aldo Davanzali, nato a Sirolo, che vide la propria "creatura" fallire in quanto inizialmente si attribuì "l’incidente" alla scarsa manutenzione dell’aereo. La causa era ben altra. Perché si torna a parlare di Ustica? Perché una mostra al Museo Riso di Palermo raccoglie le voci delle vittime. L’artista e performer marchigiano Giovanni Gaggia da oltre dieci anni ha fatto sue quelle voci, dando vita a un progetto che riflette sul legame tra arte e memoria e sull’importanza e la necessità della memoria come impegno civile. Il progetto che nasce da una visita nel 2010 al Museo per la Memoria di Ustica, a Bologna, dove è custodita la grandiosa e poetica installazione di Christian Boltanski, costruita intorno alla carcassa dell’aereo. Nasce  "SanguinisSuavitas", come segno di memoria viva. Cinque anni dopo, a Palermo, Gaggia realizza un arazzo, in cui ricama la frase "Quello che doveva accadere", dopo l’incontro con Daria Bonfietti (presidente dell’Associazione Parenti delle vittime della strage di Ustica), proprio davanti all’installazione di Boltanski. Resta sospesa l’ultima lettera, che l’artista ricamerà invece a Bologna, durante una performance. 

La mostra è curata da Desirée Maida, promossa dal Museo Riso e organizzata e prodotta da Terzo Millennio. Ed è realizzata proprio in collaborazione col Museo Omero, oltre che con l’Istituzione Bologna Musei - Museo per la Memoria di Ustica, in partenariato con l’associazione Parenti delle vittime della strage di Ustica e l’associazione Noi dell’Itavia. Sono previsti un laboratorio sul potere della memoria e l’esposizione delle opere realizzate dall’artista negli ultimi 10 anni sul tema della strage. Un nuovo arazzo verrà donato al Museo Riso.

 

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