"Tacete, o maschi". E’ il perentorio titolo di un libro che mette a confronto l’impossibile ma affascinante dialogo tra poetesse distanti secoli tra loro. A spiegarlo è il sottotitolo: "Le poetesse marchigiane del ‘300" accompagnate dai versi di Mariangela Gualtieri, Antonella Anedda e Franca...

"Tacete, o maschi". E’ il perentorio titolo di un libro che mette a confronto l’impossibile ma affascinante dialogo tra poetesse distanti secoli tra loro. A spiegarlo è il sottotitolo: "Le poetesse marchigiane del ‘300" accompagnate dai versi di Mariangela Gualtieri, Antonella Anedda e Franca Mancinelli. Impreziosito dalle figure di Simone Pellegrini, il volume è curato da Andrea Franzoni e Fabio Orecchini, ed esce per la Argolibri (collana Talee). Quando nel ‘300 arriva nel porto di Ancona la "bianca carta" dall’Oriente e si installano a Fabriano le prime cartiere, alcune giovani autrici marchigiane, tra cui Leonora della Genga, Ortensia di Guglielmo e Livia di Chiavello, le prime a costituire un vero nucleo letterario composto di sole donne della storia d’Italia, iniziano a scriversi l’un l’altra messaggi in forma di sonetto, affrontando, in netto anticipo sulla "querelle des femmes" che avrebbe infiammato il dibattito culturale due secoli più tardi. Temi specifici quali la contestazione delle norme patriarcali, la particolarità della loro subordinazione, il dominio maschile nella politica e nella letteratura. Settecento anni dopo la questione è ancora fondamentale. Ed è proprio in questa prossimità di senso e di pensiero, che si compone il volume: sono infatti tre delle più autorevoli poetesse contemporanee ad alimentare questo profondissimo dialogo in versi e lettere accorate, secondo l’uso antico, con le giovani proto-femministe del ‘300, rivolgendosi loro, in un colloquio intimo, ma apertissimo.