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18 giu 2022

"Let my body be!", il pubblico è protagonista armato di cuffie

Inteatro, il performer e coreografo Salvo Lombardo porta in scena questo lavoro tra musica e movimento

18 giu 2022

A chiudere ‘Inteatro Festival’, stasera (ore 23) nel Parco di Villa Nappi a Polverigi sarà uno spettacolo dove il protagonista è il pubblico. Nessun artista in scena. Solo una voce (e la musica) che i presenti udranno tramite delle cuffie. ‘Let my body be!’, ideato e curato dal performer, coreografo e regista multimediale Salvo Lombardo, viene presentato come "un’azione corale che parte dal desiderio di riposizionare i corpi", che si fanno "presenza e azione incarnata al centro della scena del mondo, per ricominciare a pensare la corporeità come espressione del proprio diritto alla cittadinanza, del proprio desiderio di essere-sociale".

Troppo difficile? La parola all’autore: "Questa azione corale è una pratica guidata interattiva, a cui il pubblico può decidere se partecipare o no. Chi accetta ha la possibilità di abitare lo spazio, il che lo porta a interagire con gli altri. Le indicazioni fornite in cuffia sono di tipo motorio e gestuale. Compiendo tali azioni lo spettatore fa un’esperienza individuale e poi collaborativa. Da iniziale monade passa a una dimensione collettiva".

E chi non partecipa? Rimane escluso?

"No, al contrario. Il confine tra chi indossa la cuffia e chi non ce l’ha viene meno. Dopo aver solo visto, anche gli altri agiscono, e alla fine lo spazio diventa qualcosa di festoso per tutti. L’idea è che l’azione può cambiare i connotati dello spazio. A favorire tutto questo c’è la musica, che fa da ‘collante’, avvolgendo tutti in un unico ambiente sonoro".

Corpo e musica: due linguaggi universali.

"In questo caso corpo e musica creano un ambiente. Il punto da cui sono partito è il semplice desiderio di tornare ad abitare gli spazi pubblici, di rivitalizzare il concetto di socialità".

Velia Papa sostiene spesso che nell’era della post verità, del ‘fake’, il corpo è l’unico che ‘non mente’, non inganna.

"Nello spettacolo dal vivo il corpo vive di un’ineluttabile relazione con l’altro, in una precisa collocazione nel tempo e nello spazio. La rappresentazione del corpo è irriducibile alla superficialità, perché esprime una complessità. Diversa è la raffigurazione filtrata dai media visivi". Del resto anche la mente è corpo. Pensieri ed emozioni sono frutto dei processi ‘chimici’ a livello cerebrale’.

"Io sono contrario a qualsiasi pensiero di tipo binario, al riduzionismo cartesiano che separa corpo e mente. Ma molti non la pensano così, Basta vedere quanto poco il corpo è coinvolto nei processi di apprendimento".

Raimondo Montesi

© Riproduzione riservata

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