L'ospedale Salesi, nel riquadro il piccolo Mathias
L'ospedale Salesi, nel riquadro il piccolo Mathias

Ancona, 26 febbraio 2019 - «Ciao a tutti, siamo una famiglia proveniente dal Perù. Siamo i genitori di due piccoli bambini: Luciana e Mathias. Proprio per Mathias sono qui a chiedere aiuto»: inizia così l’appello pubblicato sulla piattaforma online Gofundme da Evelyn e Flavio per il figlio di soli 3 anni, affetto da leucemia e in cura presso l’ospedale pediatrico Salesi.

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«Due anni fa - prosegue l’annuncio- esattamente il 3 marzo di 2017, quando Mathias aveva solo 11 mesi, la nostra vita è cambiata radicalmente. Purtroppo nella città in cui viviamo non c’e nessun ospedale specializzato in cancro infantile, per questo motivo siamo andati a Lima, una città che si trova a 9 ore di autobus da casa nostra. È così che il mio piccolo guerriero ha iniziato la sua lotta contro questo cancro. Tra molte complicazioni, chemioterapia, trasfusioni costanti di sangue e piastrine, infezioni dovute a difese basse, polmoniti e una miriade di problemi associati con la malattia i medici ci hanno detto che il piccolo dovrebbe sottoporsi ad un trapianto di midollo osseo. Le opzioni che ci hanno dato erano tre: trapianto di midollo della sorella, trapianto midollo dei genitori o un anonimo donatore, e se non dovesse funzionare Mathias dovrebbe continuare il suo trattamento ad oltranza. Sua sorella non era compatibile, il trapianto dai genitori in Perù offre solo il 10% di successo e nel nostro paese non esiste una banca del midollo osseo dove trovare un donatore anonimo. Data la grave situazione in cui ci troviamo, abbiamo visto che l’unica speranza di mio figlio era viaggiare all’estero alla ricerca di una banca del midollo».

E’ così che i quattro approdano nel capoluogo e per due mesi Mathias viene ricoverato presso il reparto di oncoematologia, dove viene sottoposto a chemioterapia e farmaci. «Qualche giorno fa abbiamo ricevuto una grande notizia - scrive ancora la mamma - il bambino ha ricevuto la dimissione medica e da ora in poi potrà continuare il suo trattamento da casa, con noi. Purtroppo, questa situazione richiede molte spese che la nostra famiglia non può sostenere: alloggio, medicine, pasti. Ora viviamo in una casa di accoglienza, ma scade il tempo e abbiamo bisogno di un posto per vivere e proprio per quello che chiedo disperatamente aiuto.

Iniziare una vita fuori dal proprio paese a causa della malattia di un bambino, con una lingua sconosciuta, senza risorse economiche e con il pensiero nella lotta per la vita non è mica facile, ma siamo sicuri che con il vostro aiuto la strada può essere un po’ più semplice». L’appello ha scosso le coscienze di decine di persone e ad oggi le donazioni hanno superato i 2mila euro. «Mathias può essere il tuo fratellino, tuo figlio, tuo nipote, il tuo vicino, il tuo studente - concludono i genitori- per favore, ogni donazione sarà benvenuta, viviamo ogni giorno in un’incertezza orribile e il nostro unico obiettivo è salvare la vita di nostro figlio». In queste ore è stata anche aperta una pagina Facebook «Aiutiamo Mathias Galvez» e il caso sta facendo molto discutere in città, tra chi esorta tutti a dare un contributo e chi, più scettico, ci tiene a ricordare che nel nostro Paese le cure mediche sono sempre gratuite così come i servizi messi a disposizione delle famiglie dei malati dalle numerose associazioni di volontariato operanti sul territorio.