Lorenzo Farinelli, il giovane anconetano per cui è scattata un’incredibile gara di solidarietà per aiutarlo a curare il tumore
Lorenzo Farinelli, il giovane anconetano per cui è scattata un’incredibile gara di solidarietà per aiutarlo a curare il tumore

Ancona, 11 febbraio 2019 - Non ce l'ha fatta Lorenzo FarinellilI giovane anconetano, medico di 34 anni, affetto da una forma particolarmente aggressiva di tumore (il Linfoma non-Hodgkin a grandi cellule di tipo B) è morto in serata. 

Il suo caso aveva commosso il web. Il suo appello sui social per raccogliere la somma necessaria ad andare in Usa per sottoporsi ad una terapia sperimentale con buone probabilità di successo era diventato virale e aveva permesso di raccogliere in pochi giorni la somma necessaria, 500 mila euro, e poi di superarla (probabilmente ora la somma sarà destinata alla ricerca).

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«Non è finita finché non è finita. Non voglio morire» aveva detto. Per lui si era mobilitata tutta la città, ma anche vip che avevano rilanciato il suo appello ed erano giunte donazioni da tutte Italia sulla piattaforma gofundme.com.

Lorenzo è morto a casa sua, in mattinata era stato dimesso dall'ospedale dopo che era stata interrotta la chemioterapia in preparazione del viaggio negli Usa.

Il post della Boschi "Lorenzo Farinelli ci ha lasciato. Purtroppo non è riuscito a sconfiggere la malattia, ma ci ha insegnato il coraggio di osare la speranza", scrive in un post su Fb l'ex ministro Maria Elena Boschi.

La sindaca su Facebook "Buon viaggio Lorenzo. E grazie per quanto hai dato a noi in questi giorni, con dignità e coraggio. Hai scosso la nostra comunità e ne hai mostrato tutta la capacità di amore, quello alto, solidale e generoso. Un abbraccio alla tua compagna, a mamma e papà, e agli amici che di tanto amore hanno saputo travolgerti", ha scritto in un post su Fb la sindaca di Ancona Valeria Mancinelli.

Storia tragica e commovente Lorenzo era un medico generico impegnato in strutture di riabilitazione, con la passione del teatro, nel videomessaggio Lorenzo aveva parlato con voce emozionata, il volto segnato dalla malattia che lo aveva colpito otto mesi fa, stravolgendogli la vita, "ha preso quello che avevo e lo ha spazzato via, del tutto".

Con pudore, ma coraggiosamente aveva parlato anche dei particolari del male e delle terapie: «pian pianino ho cominciato a perdere l'autonomia, l'uso delle gambe parzialmente, la capacità di andare in bagno da solo». E poi
aveva chiesto aiuto per «l'unica possibilità concreta» quella negli Usa, sottoporsi ad una terapia analoga a Milano avrebbe richiesto più tempo.

«Potete darmi una mano? Perché io non voglio morire, voglio vivere, ho fatto delle promesse e voglio mantenerle. Non sarà facile ma non mi arrendo, non è finita finché non è finita» aveva detto. E per lui era scattata una
gara di solidarietà e generosità: avevano donato i suoi ex compagni di scuola, associazioni e gruppi, gli incassi di tornei di calcetto e di un presepio vivente, gli appassionati del Montelago Celtic Festival. Il suo appello era stato condiviso dal sindaco di Ancona Valeria Mancinelli, dalla campionessa di fioretto Elisa Di Francisca, da Christian De Sica e da politici di ogni colore. Uno sforzo corale che ha certamente sostenuto Lorenzo e i suoi cari: purtroppo lui non ce l'ha fatta.