Luca Cardoni ha perso la vita nello schianto a Monsano
Luca Cardoni ha perso la vita nello schianto a Monsano

Monsano (Ancona), 21 luglio 2019 - Due tonfi sordi, il corpo che rotola sull’asfalto, le sirene. La corsa disperata per far tornare a battere un cuore che di battere sembra non volerne sapere più. Prima un medico che si è trovato a passare in auto sul ponte della Barchetta, poi i sanitari, hanno provato a lungo le manovre rianimatorie, ma non c’è stato proprio nulla da fare. 
Luca Cardoni, 56 anni, anconetano, da qualche anno residente ad Agugliano, non ce l’ha fatta: ha perso la vita sull’asfalto cocente di quello che sembrava un tranquillo sabato mattina di luglio. Proprio vicino ai fiori sul guardrail, messi a ricordo di un’altra tragica fine (foto).

A essergli fatale potrebbe esserci un malore, anche se non si esclude nemmeno la distrazione. Di certo non ci sono tracce di frenata sull’asfalto: il corpo del centauro è scivolato prima sulla fiancata di un’auto, poi contro il parabrezza e il cofano di quella che la seguiva, sfondandoli. Luca che ieri, poco prima delle 10, percorreva la provinciale per tornare ad Agugliano è volato dal suo scooter Yamaha Tmax per battere, prima, contro la fiancata di una Nissan Juke che procedeva in senso opposto (verso l’ingresso Monsano della superstrada). Nell’urto la Nissan, condotta da un 75enne anconetano si sarebbe vista forare una gomma, ma l’impatto fatale sarebbe stato quello con la vettura che seguiva la Nissan: una Fiat Punto. Il conducente di quest’ultima, 50 anni di Polverigi è stato condotto in ambulanza all’ospedale Carlo Urbani in stato di choc, ma le sue condizioni non sarebbero gravi. «Improvvisamente me lo sono visto strisciare qui accanto – riferisce ancora sotto choc il conducente della Nissan -. Poi è volato dietro sull’auto che mi seguiva. Credo abbia avuto un malore perché io e mia moglie ce lo siamo visti sbucare all’improvviso».

Paura

Sul posto il 118 con automedica e eliambulanza Icaro atterrato proprio sul ponte. I sanitari hanno tentato per lunghi minuti il massaggio cardiaco. Le cause del tragico schianto sono al vaglio della polizia locale di Jesi intervenuta con il comandante Cristian Lupidi e diversi agenti, anche per regolare il traffico intenso che proviene dalle uscite Monsano della superstrada. I due automobilisti potrebbero dover rispondere di omicidio stradale. Non si esclude che sul corpo di Cardoni possa essere stata effettuata l’autopsia per accertare se si sia trattato davvero di malore. La provinciale della Barchetta è rimasta per chiusa oltre tre ore, da entrambe le parti, all’altezza del ponte, con lunghe code. Sul posto anche i vigli del fuoco del distaccamento jesino per la messa in sicurezza. 

Lo Steve Jobs dei canili

Un grande appassionato e professionista del mondo degli animali. Abile allevatore di pastori tedeschi prima, imprenditore di grande successo poi. Luca Cardoni era conosciutissimo ad Ancona e non solo. Era soprannominato lo «Steve Jobs dei canili» per via dell’ingegno messo in campo nel settore, concretizzato attraverso brevetti, riconosciuti a livello internazionale. La sua azienda «Dog box», al Vallone, ha ben trenta anni di storia alle spalle. Gestita assieme al socio Paolo D’Agostino è conosciuta e apprezzata anche all’estero. Pioniere delle strutture per cani, Luca, assieme al socio realizzava manufatti anche di grandi dimensioni, per cani di tutte le taglie. Tra i suoi clienti anche le forze dell’ordine. Una passione di famiglia la sua perché la moglie Tania porta avanti una pensione per cani «La Tana sul colle» ad Agugliano, sulla strada comunale detta di Paglialonga. «Gli unici interessi di Luca – racconta addolorato il giornalista Gianluca d’Agostino, fratello del socio Paolo -erano la famiglia e il lavoro. Aveva una grande sensibilità per gli animali e un cuore enorme».

«Al primo posto – raccontano gli amici - Luca metteva la famiglia, aveva due figli: Giulia e Matteo che adorava letteralmente». Orgogliosissimo della figlia Giulia, venerdì sera Luca aveva postato sulla sua pagina Facebook corredato di tanti cuori la notizia dei gironi che comporranno la serie B1, in particolare quello di Castelbellino dove gioca la sua adorata figlia 19enne che ieri ha ricevuto la notizia più brutta. Prima la B1 con Trento, dove Giulia ha trovato sempre più spazio in una formazione di alto livello. Poi da titolare a Olgiate in B2 e da quest’anno seconda nuova centrale con la Termoforgia Moviter Castelbellino. «E’ terribile – commenta il presidente del Castelbellino Volley Gianfranco Amburgo, ancora incredulo appena informato della notizia -. Avevo conosciuto Luca e sua figlia così solari, appena pochi giorni fa per la presentazione ufficiale». Luca seguiva ogni partita di Giulia e adorava accompagnarla agli eventi sportivi. Assieme al fratello Mirko era amico personale di Vasco Rossi. Avevano portato il grande cantante anche ad Ancona, ad esibirsi come dj in un locale per condividere con la città che lo stima un’amicizia speciale. Ancona e Agugliano, dove Luca viveva con la sua adorata famiglia piangono «una persona dal grande ingegno, intraprendenza ma soprattutto sensibile» giura chi ha avuto il piacere di conoscere lo «Steve Jobs dei canili».