La donna ha avuto un malore al mare a Senigallia (foto d'archivio Bove)
La donna ha avuto un malore al mare a Senigallia (foto d'archivio Bove)

Ancona, 12 agosto 2019 - Si sente male appena entrata in acqua, viene soccorsa e salvata dal bagnino e dai medici del 118, ma pochi giorni dopo il suo cuore cessa di battere e la famiglia decide che il modo migliore per onorarne la memoria é la donazione degli organi. L'ultimo gesto di amore di Anna, una turista in vacanza nelle Marche, è stato effettuato tramite il marito e i figli che hanno autorizzato il prelievo all'ospedale di Jesi, dove la donna é spirata sabato dopo aver lottato tra la vita e la morte per le drammatiche conseguenze dell'improvviso malore.

Quella che doveva essere una piacevole vacanza di famiglia, si è trasformata in pochi istanti in un'immane tragedia, nonostante si sia fatto di tutto per tenere in vita la sfortunata signora dopo l'improvviso malessere. "Il cervello ha riportato lesioni irreversibili", spiegano dall'Asur in merito ai motivi del decesso avvenuto dopo il ricovero in terapia intensiva proprio all'ospedale jesino. Pur dilaniati dal dolore, i familiari hanno comunque deciso che prima del rito funebre ci sarebbe dovuto essere spazio per cercare di preservare il dono della vita aiutando chi più ne ha bisogno e quindi autorizzando l'espianto degli organi.

"Persone che Anna non conosce - evidenziano dall'Asur - vedranno avverato il loro desiderio, grazie ad un gesto d’amore gratuito, per il quale saranno per sempre grati alla donna e alla sua famiglia. In un torrido sabato d’agosto, medici e Infermieri del 'Carlo Urbani', del Centro regionale trapianti di Ancona e del Centro trapianti di Milano hanno messo in moto l’enorme macchinario per l'intervento durato fino all’alba di domenica". Un espianto multiorgano decisamente impegnativo, ma andato a buon fine che potrà permettere di esaudire le richieste di quanti necessitano del trapianto per poter rimanere in vita, o comunque cercare di migliorare il proprio quadro clinico. "Un ringraziamento particolare - evidenzia l'Asur - va a tutto il personale dell’ospedale di Jesi che ha collaborato affinché la lunga e complessa procedura di donazione andasse a buon fine, in particolare a medici, infermieri e operatori sanitari del reparto di terapia intensiva".