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9 giu 2022

Maltrattamenti alla ex: "Spinta dalle scale quando ero incinta"

Il racconto di una 27enne durante il processo all’uomo che per anni l’ha picchiata: "Diceva che non valevo niente"

9 giu 2022
Si erano conosciuti a scuola
Si erano conosciuti a scuola
Si erano conosciuti a scuola
Si erano conosciuti a scuola
Si erano conosciuti a scuola
Si erano conosciuti a scuola

Aggressivo e violento con la sua compagna che avrebbe spinto dalle scale anche quando aveva il pancione. Con l’accusa di maltrattamenti in famiglia aggravati un 28enne pugliese, residente in Vallesina, è finito a processo. Ieri si è aperto il dibattimento davanti al collegio penale presieduto dal giudice Pietro Merletti dove ha testimoniato la vittima, la ex convivente. Riferendo i fatti e rispondendo alle domande del pubblico ministero Paolo Gubinelli, la parte offesa, una 27enne di fuori regione, ha raccontato come l’atteggiamento dell’imputato è cambiato subito dopo il primo anno che stavano insieme e che erano andati a convivere perché lei aspettava una bambina da lui. "Non riusciva a gestire la situazione – ha riferito la teste, rappresentata dall’avvocato Jacopo Saccomani – ho subito violenze fisiche e psicologiche, per un niente lui diventava aggressivo e mi alzava le mani. Mi ha spinta per le scale anche quando avevo il pancione. Anche dopo che è nata nostra figlia ha continuato. Un giorno mi ha fatto un occhio nero poi mi sminuiva, diceva che non valevo niente e mi ero quasi convinta che era colpa mia se lui reagiva così ecco perché non ho denunciato prima". I due si erano conosciuti al tempo della scuola e sono stati insieme 11 anni. Oltre alle percosse lui avrebbe minacciato la compagna con frasi quali "ti apro tutta, ti macino, devi morire, ti sparo in bocca". I maltrattamenti sarebbero andati avanti fino ad agosto dello scorso anno quando in casa, dopo una lite, erano arrivati i carabinieri. Lì la 27enne ha riferito anche dei precedenti e per l’uomo è partita la denuncia e un divieto di avvicinamento a lei e alla bambina. In una occasione, dopo averle prese, la donna aveva provato ad andare in pronto soccorso ma "c’erano attese per il Covid – ha riferito in aula – e me ne sono andata". Nella testimonianza di ieri, a tratti, ha pianto. Prossima udienza il 20 luglio.

ma. ver.

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