Dal teatro al cinema. E che cinema. Il cortometraggio ‘Preghiera della sera‘ (‘Diario di una passeggiata‘) diretto da Giuseppe Piccioni, sarà presentato fuori concorso il 9 settembre alla 78esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, nella sezione ‘Orizzonti‘. Tutto nasce dallo spettacolo teatrale ‘Promenade de santé‘, scritto da Nicolas Bedos, prodotto da Marche Teatro e interpretato da Filippo Timi e Lucia Mascino, con la regia di Giuseppe Piccioni. Lo spettacolo è stato portato in scena a settembre, nel periodo a cavallo delle due ondate di pandemia. E’ il racconto di un’esperienza vissuta, una testimonianza che si inserisce in questo particolare contesto. Velia Papa, direttore delle Muse, e Piccioni hanno pensato di unire teatro e...

Dal teatro al cinema. E che cinema. Il cortometraggio ‘Preghiera della sera‘ (‘Diario di una passeggiata‘) diretto da Giuseppe Piccioni, sarà presentato fuori concorso il 9 settembre alla 78esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, nella sezione ‘Orizzonti‘. Tutto nasce dallo spettacolo teatrale ‘Promenade de santé‘, scritto da Nicolas Bedos, prodotto da Marche Teatro e interpretato da Filippo Timi e Lucia Mascino, con la regia di Giuseppe Piccioni. Lo spettacolo è stato portato in scena a settembre, nel periodo a cavallo delle due ondate di pandemia. E’ il racconto di un’esperienza vissuta, una testimonianza che si inserisce in questo particolare contesto. Velia Papa, direttore delle Muse, e Piccioni hanno pensato di unire teatro e cinema, con un ‘dietro le quinte’ dello spettacolo. Il corto è profondamente legato alla pièce, ed entrambi lo sono ad Ancona. Durante il periodo delle prove il regista ha girato in vari luoghi della città, e alcune di queste riprese sono state proiettate a teatro. Il corto è prodotto da Akifilm, Marche Teatro con Rai Cinema ed è sostenuto da Comune, Regione e Fondazione Marche Cultura. Piccioni firma anche soggetto e sceneggiatura, la fotografia è di Valentina Summa, le musiche originali di Valerio Camporini Faggioni, la scenografia di Lucio Diana, i costumi di Stefania Cempini, il montaggio di Lorenzo Rosi.

Giorgia Latini, assessore regionale alla cultura, si è detta "felice e orgogliosa della presenza delle Marche a Venezia con il corto del marchigiano Piccioni, da noi sostenuto. Il cinema è un importante veicolo di promozione turistica e culturale. Ogni volta che il paesaggio marchigiano, le nostre città, i borghi, entrano a far parte di una produzione cinematografica mettiamo un valore esponenziale alla nostra capacità di comunicare quanto di bello e buono abbiamo". L‘assessore alla cultura del Comune Paolo Marasca dichiara che "abbiamo sostenuto con entusiasmo, assieme alla Fondazione Marche Cultura, una produzione così bella, e ne siamo ripagati. Sul piano culturale, perché ancora una volta Ancona testimonia di produrre cultura di qualità assoluta. Sul piano della promozione turistica, perché alcuni luoghi della nostra città rimarranno negli occhi e nel cuore di chi vedrà il film".

Velia Papa ricorda che Marche Teatro, da lei diretto, "non è nuovo a operazioni di commistione tra cinema e teatro. Nel 2019 abbiamo collaborato a ‘Gelsomina Verde’ di Massimiliano Pacifico, girato quasi integralmente a Villa Nappi a Polverigi, e abbiamo prodotto il docufilm di Angelo Loy ’Paragoghé|Depistaggi’ tratto dall‘omonimo spettacolo di Marco Baliani. Per questo ci è sembrato naturale avviare parallelamente un progetto filmico che raccontasse quella esperienza di produzione in un momento cosi particolare".

Il regista Piccioni, infine, osserva che "il teatro e il cinema fanno parte di una normalità che ci è mancata come un diritto calpestato, come un’ingiustizia che siamo stati costretti a subire. Queste riflessioni, i pensieri più intimi, fanno parte di una specie di racconto fuori campo, come fossero interviste particolari in cui si risponde a domande sulla nostra anima. ‘Preghiera della sera‘ non è una riflessione sociologica o scientifica; è appunto una preghiera laica che non fa richieste e si interroga intorno a un impossibile senso di quello che è accaduto. In questo diario racconto il percorso umano e creativo di un regista e dei suoi due attori alle prese con una pièce teatrale: dal primo incontro, alle iniziali letture, alle prove effettuate in casa, a quelle sullo spazio scenico fino alla prima rappresentazione. Insieme a tutto questo quella disordinata e felice illusione che un gruppo di teatranti ha vissuto in un arco breve di tempo in cui sembrava che ormai fossimo molto vicini a un definitivo nuovo inizio".