Corinaldo (Ancona), 12 dicembre 2018 - I vigili del fuoco sono stati tra i primi ad arrivare in via Madonna del Piano, dove si trova la discoteca Lanterna Azzurra Clubbing. Era circa l’1.20-1.30, mezz’ora dopo il finimondo (FOTO). Tempi tecnici. A stretto giro di posta, subito avvisato personalmente dell’accaduto, è giunto a Corinaldo anche il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Dino Poggiali.

Quale la prima sensazione?

«Un ricordo che resterà indelebile, soprattutto i lenzuoli bianchi sopra i cadaveri. E poi una confusione e una tensione palpabili».

Lo scenario qual era?

«Ancora i soccorsi non erano entrati nel vivo, c’erano quattro medici al lavoro per affrontare una cinquantina di feriti gravi, tra cui poi le sei vittime. Il nostro personale, abilitato ai soccorsi, ha dato subito una mano».

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Comandante Poggiali, secondo lei una bomboletta spray come quella trovata in mezzo alla pista l’altra notte, può aver causato una reazione tale da mettere in fuga decine di persone con la sensazione di mancanza di respiro?

«Onestamente no. Un solo flacone di quel tipo non può fare un danno simile. Non tocca a me dire se ci siano state altre concause in questa sede, visto che c’è un’indagine in corso. Dico solo che un solo dosatore non può provocare quel danno».

Asia Nasoni

Quando siete arrivati in discoteca, lei personalmente ha avuto la sensazione della presenza di una sostanza diffusa nell’ambiente?

«No, nessuna sostanza urticante percepita. Abbiamo effettuato un primo test in grado di rilevare eventuali sostanze infiammabili, ma non è stato segnalato nulla di anomalo. Le porte erano spalancate, la ventilazione potrebbe aver liberato l’atmosfera, considerando la bassa temperatura esterna».

Quindi lei le tre porte di sicurezza le ha trovate tutte aperte?

«Sì, quella posteriore e le due laterali».

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L’ipotesi del guasto al sistema di areazione o a quello per la diffusione del fumo come effetto scenico, la convince?

«Non le so rispondere. Accertamenti simili spettano soltanto agli inquirenti. Le posso dire che la discoteca è dotata di impianto di areazione generale, poi se ci sia stato un malfunzionamento, ripeto, non le so dire. Quando gli inquirenti chiederanno la nostra consulenza noi saremo a disposizione».

Sul locale in questione, a quando risalgono le ultime verifiche sulla regolarità delle strutture da parte della Commissione di vigilanza?

«Io non ero comandante qui ad Ancona, la prima nel 2014 (anno in cui è avvenuto un cambiamento sostanziale del locale a livello strutturale, tra cui la sostituazione generale dell’impianto elettrico, ndr.) e la seconda qualche anno più tardi, credo il 2017, ma non ne sono sicuro».

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E cosa era emerso dai sopralluoghi?

«Nulla di rilevante al punto da metterlo in correlazione con quanto accaduto l’altra notte. Rilievi di piccolo conto poi affrontati».

Sulla capienza cosa ci può dire?

«Il regolamento parla chiaro: ogni 100 metri quadrati possono entrare 120 spettatori, quindi più o meno la sala da ballo principale misura quasi 400 metri quadrati».

E il numero delle porte di sicurezza è adeguato?

«Sì».