Corinaldo (Ancona), 9 dicembre 2018 - Secondo indiscrezioni, è stato individuato e identificato il minorenne che avrebbe spruzzato uno spray urticante all'interno della discoteca Lanterna Azzurra (VIDEO) di Corinaldo, che ha poi scatenato il panico nel locale. Il giovane è in stato di fermo per droga. Ha solo 16 anni: a casa gli hanno trovato della sostanza stupefacente, ma nulla che al momento possa collegarlo a quanto avvenuto venerdì sera. Non ci sono infatti né video in cui compare né immagini del momento in cui sarebbe stata utilizzata la bomboletta. Nei suoi confronti non sono dunque stati fatti atti formali per quanto accaduto venerdì sera: non è stato sentito e il suo nome non è ancora iscritto nel fascicolo aperto dalla procura dei minori per omicidio preterintenzionale.

Sono morti 5 minorenni e una mamma di 39 anni, un centinaio di feriti di cui sette gravissimi. Il ragazzino, che è residente nella provincia, è stato identificato sulla base delle testimonianze raccolte dai carabinieri. I militari hanno sentito più di cento persone. La procura di Ancona indaga per omicidio colposo plurimo e lesioni: i tre gestori sono tra i primi indagati. 

Nelle caserme molti genitori hanno anche portato video registrati dai figli, che si trovavano in  discoteca quando si è scatenato il finimondo, per aiutare le indagini.  Ha destato subito sospetti un filmato che circolava tra i ragazzini con un giovane con un cappellino in testa e una mascherina al volto, tra la folla della discoteca.

AGGIORNAMENTO Altri due fermi per droga

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Sono morti senza accorgersene: Asia, Mattia, Benedetta (VIDEO), Daniele, Emma. Cinque adolescenti tra i 14 e i 16 anni e una mamma di 39, Eleonora, che aveva accompagnato la figlia di 11, impietrita nel vedere la madre uccisa dalla calca (FOTO). Asfissia sembra essere la causa di morte per quasi tutti. Altri sette ragazzi lottano tra la vita e la morte per salvarsi, sono ancora in prognosi riservata e in pericolo di vita. Un centinaio quelli visitati e dimessi. Molti di più i ragazzi che non dimenticheranno mai quello che hanno visto: sei corpi stesi nell’asfalto, scalzi, i volti tumefatti, in attesa di essere riconosciuti (VIDEO)

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La tragedia di ieri è avvenuta in 2 metri quadrati, a mezzanotte e 40 dell’altra notte all’esterno della discoteca di  Corinaldo (video), in mezzo a campi arati e case coloniche. E lì un pazzo con cappellino e mascherina bianca alla bocca (un video lo documenta) ha spruzzato spray urticante (una bomboletta è stata ritrovata dai gestori del locale) nell’aria. Con la conseguenza che al primo grido di paura e colpo di tosse generalizzato, i 1.400 ragazzi sono corsi via temendo attentati o incendi. Non c’era microfono che potesse bloccarli né buttafuori a trattenerli. La folla ha trovato una porta di sicurezza aperta (quella dei fumatori), accanto al guardaroba e lì si sono infilati tutti. Ma equivaleva a una trappola.

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All'uscita non c’era un prato o uno spiazzo. Si doveva passare per una specie di ponte levatoio di un metro e mezzo di larghezza, uno scivolo lungo due metri e quattro gradini in fondo. Che qualcuno ha considerato sicuri al momento di autorizzare feste e concerti in quella discoteca, fino a cinque anni fa balera per il liscio e poi trasformata in tempio della musica rap, meta dei Fedez e dei J-Ax e l’altra sera di Sfera Ebbasta, trapper milanese di 26 anni, che già in passato (in almeno cinque occasioni) aveva visto i suoi show rovinati da persone che avevano spruzzato gas al peperoncino in mezzo alla folla.

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C’erano mamme e papà ad accompagnare i ragazzini. Più di 1.400 persone e altre 200 alla porta, impazienti di entrare alla Lanterna Azzurra, ampia come una falegnameria, capienza autorizzata 870 persone (per il premier Conte doveva essere di 469), con gli scivoli di sicurezza ricavati alla meglio e delimitati da siepi e reti come se fossero un addobbo. La sicurezza era stata affidata al bodyguard Gianni Ermellini di Rimini e ad altri 10 colleghi.

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Ora dice: «Quei gradini maledetti hanno provocato la tragedia. La gente è caduta lì, gradini che hanno fatto da tappo e tutti quelli rimasti sullo scivolo sono finiti nel fossato laterale. Ricordo gli occhi della mamma, Eleonora, schiacciata in quei 4 gradini. Pensavo fosse ancora viva. Come quella ragazza nel fossato, che ho sollevato morta. Ma abbiamo salvato tanti». Aggiunge: «Sapevo di una capienza di 1.300 persone, ma ho scoperto solo ora che non era vero. La gente entrava col biglietto già venduto. Non potevamo tenerla fuori».

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Un vigile del fuoco (video), Giovanni Bevilacqua: «I ragazzi avevano visto la morte in faccia e non era un videogioco». Un poliziotto: «I genitori chiamavano al telefono chiedendo com’erano vestiti i giovani morti. Noi descrivevamo giubbotto, pantaloni, maglietta. E una figlia senza vita era proprio di quel padre al telefono».

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Ha collaborato Marina Verdenelli