CLAUDIO DESIDERI
Cronaca

Moscioli, aree di ricerca inviolabili. La Capitaneria sta con i fari accesi

La tutela del mitile che quest’anno è a forte rischio, viene prima di tutto. Il docente Cerrano: "Chiediamo a tutti di collaborare per consentirci di trovare soluzioni". Il problema delle mucillagini.

I moscioli selvatici di Portonovo sono una prelibatezza a cui nessuno rinuncia. Ma la pesca dei mitili è seriamente a rischio

I moscioli selvatici di Portonovo sono una prelibatezza a cui nessuno rinuncia. Ma la pesca dei mitili è seriamente a rischio

Negli anni 50’ i moscioli venivano venduti in dei panchetti di legno allestiti fuori dei mercati. Venivano pescati dagli scogli del porto dorico sino al Trave dove, in estate, i contadini del Poggio li strappavano con dei forconi dallo scoglio. Era un cibo che costava poco, una valida alternativa al pesce e alla carne, consumato soprattutto dai meno abbienti.

Nessuno, in quegli anni, avrebbe mai pensato che oggi sarebbero stati così preziosi, ricercati e soprattutto in grande difficoltà. Dopo il grido di allarme, lanciato dalla Condotta Slow Food Ancona e Conero, il sindaco Daniele Silvetti ha allestito subito un tavolo tecnico con tutti i soggetti istituzionali, scientifici e dai pescatori, la prossima riunione è fissata per il 10 luglio, al fine di scoprire le cause delle criticità che il mosciolo sta vivendo e trovare le opportune soluzioni. Dopo i primi incontri sono state individuate due aree di ricerca sperimentale, una al Passetto e una a Portonovo, dove la Politecnica sta svolgendo la ricerca.

"Al momento - afferma Carlo Cerrano, docente di Zoologia alla Updm - stiamo monitorando tutta l’area del Conero eseguendo dei trasferimenti di moscioli in quei punti in cui sembra non riescano a crescere per vedere, dal punto di vista del metabolismo, che tipo di risposte forniscono. Ogni settimana facciamo prelievi e trasferimenti. La stagione oramai è persa ma si cerca di recuperare per il futuro perché di piccoli ce ne sono molti ma in alcune aree sono già scomparsi".

Anche le mucillagini di questi ultimi giorni non giocano a favore perché depositandosi sul fondale soffocano i piccoli e impediscono il loro attacco allo scoglio. Intanto la Capitaneria di Porto ha emesso l’ordinanza di divieto di immersione, pesca e attività subaquea nelle due aree di ricerca, che saranno delimitate da boe gialle e sono stati esposti i cartelli in terra ferma per informarne i cittadini.

"Chiediamo a tutti - sottolinea Cerrano - di collaborare con noi e rispettare le aree di ricerca per consentirci di operare e trovare delle soluzioni".

Roberto Rubegni, fiduciario della Condotta SF, che del mosciolo ne ha fatto un Presidio, sottolinea l’importanza di queste zone: "ci auguriamo che queste arre di ricerca siano ampliate - ha detto - per giungere ad una vera e propria area di riproduzione che credo sia indispensabile ai fini della ricerca e del futuro del mosciolo selvatico".

Il Direttivo slow food si riunirà la prossima settimana per proseguire il confronto sul tema e portare il suo contributo al tavolo tecnico del Comune. Intanto la pesca prosegue ma in forma sicuramente ridotta.

"I moscioli ci sono - chiarisce Massimo Mengarelli pescatore storico della Cooperativa di Portonovo - ne prendiamo circa il 50% in meno degli altri anni perché stiamo molto attenti nel prelevare quelli a misura. Di piccoli ce ne sono tantissimi e se fermassimo la pesca si correrebbe il rischio di perdere tutto e il prossimo anno non avere più niente perché crescendo uno sull’altro si gonfiano e alla prima mareggiata vengono portati via. Il prelievo consapevole permette di sfoltirli e di diradarli consentendo loro di espandersi e crescere".

Il mosciolo selvatico di Portonovo è un bene preziosissimo da tutelare oltre che da consumare. A ogni costo.