Serra de’ Conti piange Jay Jay Bodje, ucciso da una crisi respiratoria. Aveva 29 anni. È morto sabato notte all’ospedale di Senigallia, dov’era arrivato in condizioni molto delicate. Bo’, come lo chiamavano gli amici, non ce l’ha fatta, il suo cuore ha smesso di battere per sempre. Originario della Costa d’Avorio, viveva da tempo a Serra de’ Conti, in località Osteria dove si era integrato perfettamente e dove a piangerlo adesso è l’intera comunità. Una grande passione per il ritmo e la...

Serra de’ Conti piange Jay Jay Bodje, ucciso da una crisi respiratoria. Aveva 29 anni. È morto sabato notte all’ospedale di Senigallia, dov’era arrivato in condizioni molto delicate.

Bo’, come lo chiamavano gli amici, non ce l’ha fatta, il suo cuore ha smesso di battere per sempre. Originario della Costa d’Avorio, viveva da tempo a Serra de’ Conti, in località Osteria dove si era integrato perfettamente e dove a piangerlo adesso è l’intera comunità. Una grande passione per il ritmo e la musica, ma anche per il calcio: tifoso di Milan e Liverpool, Jay Jay era sempre disponibile anche per giocare una partita tra amici, nel ruolo di attaccante. Da qualche tempo lavorava in un’azienda a poca distanza da casa, ma ricopriva anche il ruolo di Pr per alcuni locali della zona e per questo era molto conosciuto nell’ambiente giovanile. Il suo vero nome era Jennifer, ma preferiva farsi chiamare con il diminutivo Jay Jay, anche se per tanti ragazzi era semplicemente Bo’. La notizia della sua scomparsa si è subito diffusa e in tantissimi hanno voluto ricordarlo affettuosamente sui social: "La tua voglia di vivere era contagiosa e la luce dei tuoi occhi mi colpiva ogni volta che ti incontravo – il ricordo dell’amico Andrea –. Sei un ragazzo straordinario e porterai la tua bontà d’animo ovunque sarai. Mi mancherà il tuo vocione e la tua risata. Mi mancherà guardare i tuoi occhi pieni di vita".

A ricordarlo con un commovente post su Facebook è anche l’amica Valentina: "Talmente tanto tempo che ci conoscevamo che dicevi che eravamo come fratelli – scrive –, ci siamo sempre voluti bene. Rimarrai “il mio bel nero“ per sempre". Chi lo conosceva, lo descrive come un giovane lavoratore, sempre pronto ad aiutare e mettersi a disposizione degli altri: "Amava la musica, amava ballare – lo ricorda l’amica Katia –, con lui era impossibile annoiarsi. È assurdo che certe cose capitano sempre alle persone più buone, più brave, a quelle che si meriterebbero il meglio".

A tradirlo, una forte crisi respiratoria dovuta all’asma, patologia di cui purtroppo soffriva. Lo scorso 29 maggio aveva compiuto 29 anni ed aveva voluto festeggiare con il fratello, ma anche con i suoi tanti amici, gli stessi con cui trascorreva, soprattutto in estate, serate di divertimento sulla spiaggia di velluto. A Senigallia sabato è tornato per l’ultima volta, nell’ultimo viaggio. La salma è a disposizione dei familiari nell’obitorio dell’ospedale di Senigallia. Nelle prossime ore sarà fissata la data del funerale.