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21 apr 2022

Nei volti dei militari al fronte la necessità di ricercare la pace

Ecco alcune riflessioni sul passato e sul presente, e su quanto sia necessario coltivare azioni di pace.

Nei volti dei soldati al fronte, un tempo come oggi, scorgo il simbolo del sacrificio di giovani innocenti mandati a combattere per il proprio paese, talvolta poco consapevoli delle dinamiche di potere in gioco. Si lasciano alle spalle le loro vite, le famiglie e i figli. Nelle loro espressioni leggo la fatica di giornate intense passate al fianco dei loro compagni, tutti scortati fedelmente da un forte senso di precarietà della vita. La magrezza, le ferite, gli sguardi persi nel nulla delle guerre di un tempo come quelle di oggi sono ciò che mi fa più rabbrividire e al tempo stesso riflettere.

Noto, nelle moltissime immagini che vedo in televisione oggi, abiti pesanti: mi immagino allora il peso di quelle divise e mi chiedo se tutti possano sopportare questo macigno nel cuore nella stessa maniera. Provo un senso di impotenza nei confronti degli eventi del nostro tempo e sono inorridita dalle fredde logiche dei potenti che non scendono fisicamente in campo ma rimangono protetti nei loro palazzi. La guerra non si preoccupa delle vite di migliaia civili, giovani, donne, bambini, anziani innocenti che saranno sprecate. Il peso dell’orrore della guerra resterà indelebile nelle menti dei sopravvissuti.

A scuola ci ritroviamo a studiare le guerre del passato, a leggere le poesie dal fronte di Giuseppe Ungaretti con un conflitto in corso non lontano dal nostro paese. Ancora una volta un conflitto che forse è di pochi, ma ci riguarda tutti. Mi sfuggono le complesse dinamiche in queste durissime e confuse settimane di guerra in Ucraina. L’economia mondiale è crollata colpendo tutti i settori. Le sanzioni che l’Unione Europa infligge alla Russia quale ricaduta avrà nei prossimi mesi o anni sui paesi europei, sui paesi più poveri del mondo? La maggior parte dei voli in partenza e in arrivo negli aeroporti russi è stata cancellata; i risparmi dei cittadini, in particolare dei cittadini russi, ad oggi hanno un valore minore. Le migliaia di donne e bambini in fuga dall’Ucraina hanno una dignità impressionante e suscitano profonda compassione. "Perché tutto ciò? Perché tanto dolore?", mi chiedo. Cui prodest?

Lavinia Campodonico III F

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