Valerio Andreucci, 26 anni, e il medico veterinario  Olindo Pinciaroli, 53
Valerio Andreucci, 26 anni, e il medico veterinario Olindo Pinciaroli, 53

Ancona, 31 maggio 2019 - Nessuno sconto di pena per il delitto del veterinario Olindo Pinciaroli, 53 anni, morto accoltellato il 21 maggio di due anni fa ad Osimo. La Corte d’Assise di Appello di Ancona ieri ha confermato la condanna di primo grado a 18 anni di reclusione per Valerio Andreucci, il fantino ascolano, oggi 26enne, accusato del delitto. Pinciaroli, esperto di cavalli, nativo di Urbisaglia ma che da anni viveva a Montelupone, doveva raggiungere una manifestazione equina quella mattina quando si è incontrato con il giovane che conosceva bene e con il quale aveva lavorato.

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La sua vita si è interrotta nelle campagne osimane, in via Chiaravallese, ucciso con 15 coltellate a bordo dell’ambulanza veterinaria che guidava. Omicidio volontario, detenzione illegale di armi, simulazione di reato e calunnia (inizialmente aveva accusato dei rom) i reati contestati al fantino, che subito dopo il delitto si era dato alla fuga raccontando poi che l’uomo era stato rapinato e ucciso dai rom.

Tutto falso. In appello la difesa ha contestando una modalità diversa degli accadimenti, non presi in esame durante le indagini, ad iniziare dalle analisi sul coltello. «La perizia dattiloscopica – ha detto Massimino Luzi, uno degli avvocati dell’imputato, dopo la sentenza di appello – è stata fatta solo per rilevare le impronte di Andreucci e non anche quelle del veterinario. Non è completa la ricostruzione dei fatti. Rilevare anche le impronte del veterinario avrebbe portato ad una riqualificazione del fatto nella minore ipotesi dell’eccesso colposo di difesa del ragazzo che ha reagito solo perché colpito per primo da quel coltello».

Negate anche in appello le attenuanti generiche. Tra 90 giorni usciranno le motivazioni della sentenza poi la difesa valuterà il ricorso in Cassazione. Il fantino ieri non era in aula alla lettura della sentenza, è rimasto in carcere a Montacuto. C’erano invece la moglie del veterinario e la sorella. La Procura ha sempre sostenuto il movente economico sul delitto, relativo a 3mila euro che il giovane aveva nei confronti di Pinciaroli. Soldi che sarebbero stati usati per l’acquisto di droga da parte del 26enne, ma mai restituiti.