Il 33enne è morto dopo l'operazione alla tiroide
Il 33enne è morto dopo l'operazione alla tiroide

Ancona, 30 agosto 2019 - Sottoposto ad intervento chirurgico alla tiroide, muore una settimana più tardi: aperta un’inchiesta. Dopo il caso del feto e della mamma morte a poche ore di distanza al Salesi tra sabato e domenica scorsi, ora un’altra storia tutta da chiarire all’ospedale di Torrette. Maycons Raimundo Caso Cueva, 33 anni, origini peruviane, ma residente ad Ancona con la sua famiglia da una decina di anni, è ufficialmente morto ieri pomeriggio dopo il peggioramento improvviso delle sue condizioni venerdì scorso, 23 agosto.

Il giorno prima il giovane, dipendente della Tnt Spedizioni, si era sottoposto ad un intervento chirurgico alla tiroide che da tempo gli dava dei problemi. Per la precisione l’obiettivo dei chirurghi era quello di rimuovere la tiroide. Oltre a questo, il 33enne soffriva anche di disturbi cardiaci e respiratori. Il consiglio di sottoporsi ad una operazione era arrivato qualche mese prima, in modo da poter tornare, possibilmente, ad una vita normale grazie ad una successiva cura farmacologica non invasiva. 

L’intervento è stato fissato per la mattina del 22 agosto scorso: Maycons Caso è entrato in sala operatoria poco dopo le 8 e alle 16 circa è stato trasferito in anestesia nella divisione di rianimazione dell’ospedale di Torrette. Le cose sembravano essere andate bene e la fase post-operatoria procedeva bene. La road map tracciata dal personale medico del reparto era quella di poterlo trasferire in semi-intensiva già la mattina successiva, venerdì 23 agosto. Poco dopo le 7 i genitori hanno potuto vedere il figlio da dietro il vetro del reparto intensivo, accorgendosi, a loro avviso, che qualcosa non andava rispetto al giorno precedente.

I due, stando a quanto dichiarato, avrebbero provato a chiedere conto al personale della rianimazione, ricevendo in cambio risposte tranquillizzanti. Verso le 8,15 le condizioni di Caso sono improvvisamente peggiorate e i sanitari sono intervenuti d’urgenza. Tamponato un arresto cardiaco, purtroppo il cervello del giovane è rimasto senza ossigeno per troppo tempo. Il 33enne non ha più ripreso conoscenza e i cinque giorni successivi sono stati soltanto un calvario. 

Ieri, dopo aver constatato l’attività cerebrale assente, è stata decretata la sua morte. I familiari si sono rivolti ad un legale di fiducia, l’avvocato jesino Marco Polita, che ha già avviato le pratiche e presto annuncerà un consulente di parte, e ieri sera hanno presentato un esposto formale ai carabinieri. La direzione generale dell’azienda ‘Ospedali Riuniti’ ha disposto un’autopsia interna, fissata per oggi pomeriggio per stabilire cosa possa essere accaduto. Difficile che quella legale, disposta dal pm di turno, coincida nei tempi, al più tardi sarà messa in calendario per domani. 

AGGIORNAMENTO Dieci indagati