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21 giu 2022

"Ormai la violenza stradale è fuori controllo"

L’allarme lanciato dalla Fondazione Scarponi che si batte per la sicurezza, non solo dei ciclisti. L’ipotesi della distrazione fatale

21 giu 2022
L’auto ribaltata dopo aver colpito e ucciso la coppia a Marina di Montemarciano: una tragedia che molti hanno ancora negli occhi
L’auto ribaltata dopo aver colpito e ucciso la coppia a Marina di Montemarciano: una tragedia che molti hanno ancora negli occhi
L’auto ribaltata dopo aver colpito e ucciso la coppia a Marina di Montemarciano: una tragedia che molti hanno ancora negli occhi
L’auto ribaltata dopo aver colpito e ucciso la coppia a Marina di Montemarciano: una tragedia che molti hanno ancora negli occhi
L’auto ribaltata dopo aver colpito e ucciso la coppia a Marina di Montemarciano: una tragedia che molti hanno ancora negli occhi
L’auto ribaltata dopo aver colpito e ucciso la coppia a Marina di Montemarciano: una tragedia che molti hanno ancora negli occhi

"La violenza stradale è fuori controllo: nelle ultime ore in Italia - e in particolare nella Regione Marche - si sono susseguiti una serie di investimenti mortali di persone in bicicletta". Scriveva così dopo il grave fatto di sangue a Marina di Montemarciano, la Fondazione Michele Scarponi che sta combattendo una battaglia senza sosta per la sicurezza lungo le strade. Sicurezza proprio nei confronti degli amanti delle ruote che ogni giorni per pedalare rischiano la vita in strade non all’altezza della situazione, tropèpo trafficate, con pericoli dietro l’angolo

"L’ultima vittima – scrive la Fondazione é Ali Arshad di 32 anni, investito mentre si recava al lavoro in bicicletta a Borgo Santa Maria di Pesaro". Poi l’attenzione si sposta inevitabilmente sulla morte di Alberto Catani e della compagna Stefania Viterbo (di cui sono stati celebrati i funerali ieri a Triggiano, in Puglia, città di cui era originaria): "Un uomo e una donna conviventi di 42 e 39 anni sono stati falciati a Marina di Montemarciano da una persona alla guida di un’auto e sono morte praticamente sul colpo. Tre giovani vite spezzate, altri nomi che si aggiungono a un elenco che continua inesorabilmente a crescere giorno dopo giorno: una macabra conta che non siamo in grado di fermare, quanti altri morti uccisi dalla violenza stradale sono necessari perché il problema venga preso seriamente in considerazione da chi di dovere?

La tragedia della violenza stradale è prodotta da una serie di concause: l’inadeguatezza e la carenza di controlli attivi per la moderazione della velocità e la mancanza di cultura della sicurezza sulle nostre strade, sempre più in balia di chi guida senza regole nell’indifferenza generale dello Stato".

Intanto proseguono le indagini da parte dei carabinieri di Senigllia per capire l’esatta dinamica dell’incidente. La conducente della Panda, una 39enne di Marina che lavora in un locale poco distante da dove è accauto il fatto, è indagata per duplice omicidio stradale. Inizialmente la donna era stata arrestata, ma poi è stata rimessa in libertà su disposizione della Procura per mancanza di esigenze cautelari. La donna era in auto insieme alla figlia di 7 anni, entrambe sono uscite dall’auto leggermente contuse. Da capire se si sia trattato di un malore improvviso, di una distrazione. Si attendono ancora gli esiti degli accertamenti tossicologici sulla conducente.

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