"Otto ore in barella al pronto soccorso Pochi medici, fanno il possibile"

La denuncia di un cittadino che è arrivato in ospedale con un codice di media gravità. Problemi ad Arcevia.

"Otto ore in barella al pronto soccorso  Pochi medici,  fanno il possibile"

"Otto ore in barella al pronto soccorso Pochi medici, fanno il possibile"

Otto ore su una barella, "situazione allucinante". Partita la stagione estiva, ma le cose non cambiano al pronto soccorso dove le attese restano interminabili anche per chi arriva in ambulanza con un codice di media gravita. "Ho atteso più di otto ore su una barella senza sapere a che tipo di esami ero stato sottoposto e cosa mi aspettava ancora – spiega un paziente – una situazione allucinante: è chiaro a tutti che il personale medico fa il possibile, sfrecciano avanti e indietro e prendono continuamente in carico persone. Come si fa a non capire che sono allo stremo? Come si fa a non capire che nonostante tante parole non è cambiato nulla?".

I più fortunati lo sentono raccontare, ma in tanti vivono sulla propria pelle le inefficienze di un ospedale che, negli ultimi dieci anni è stato smembrato pezzo dopo pezzo. Al pronto soccorso dell’ospedale di Senigallia arrivano non solo senigalliesi e turisti, ma anche tanti residenti dell’hinterland dove la gran parte delle strutture sono state chiuse nonostante le innumerevoli promesse.

Ad Arcevia i cittadini chiedono lumi sull’ospedale di Comunità che negli ultimi anni ha subito dei declassamenti e che, se non fosse per la volontà e l’impegno dell’Amministrazione sarebbe già chiuso. "Nel momento in cui tanto si parla del potenziamento della sanità di prossimità, non riuscire a sostituire una dipendente che va in pensione, preferendo ridurre i giorni dedicati ai prelievi, è avvilente per la nostra dignità di cittadini di questa regione" il commento di un residente. Il timore è che la struttura venga chiusa con il conseguente spostamento dei residenti negli ospedali più vicini. Ma i tanto attesi miglioramenti riguardo alle liste di attesa non sono ancora arrivati e per sottoporsi a degli esami, in alcuni casi, bisogna attenere anni. E con l’entrata nel vivo della stagione estiva, le ferie, sarà ancora più difficile sottoporsi a visite o esami.