Se a Trieste e Genova i portuali scaldano l’atmosfera alla vigilia dell’entrata in vigore del Green pass obbligatorio per i lavoratori, ad Ancona accade l’esatto contrario. I poco meno di 100 tra dipendenti e soci delle società portuali, Icop, Cps e Clp sono quasi tutti vaccinati o comunque in possesso del Green pass ottenuto grazie ai tamponi: "Entro la fine dell’anno credo che tutti i lavoratori di Icop saranno vaccinati contro il Covid – spiega Davide Farinelli, a capo della società che dà lavoro a 22 persone – Venerdì ce ne saranno alcuni che non hanno ancora ricevuto il Green pass perché non vaccinati, ma saranno presenti con il tampone...

Se a Trieste e Genova i portuali scaldano l’atmosfera alla vigilia dell’entrata in vigore del Green pass obbligatorio per i lavoratori, ad Ancona accade l’esatto contrario. I poco meno di 100 tra dipendenti e soci delle società portuali, Icop, Cps e Clp sono quasi tutti vaccinati o comunque in possesso del Green pass ottenuto grazie ai tamponi: "Entro la fine dell’anno credo che tutti i lavoratori di Icop saranno vaccinati contro il Covid – spiega Davide Farinelli, a capo della società che dà lavoro a 22 persone – Venerdì ce ne saranno alcuni che non hanno ancora ricevuto il Green pass perché non vaccinati, ma saranno presenti con il tampone fatto. Alcuni hanno fatto la prima dose, altri sono prenotati in attesa della prima, ma ripeto, presto saranno tutti immunizzati. Va da sé che venerdì non ci saranno problemi in porto per quanto riguarda la nostra azienda; quanto accaduto in altri porti non succederà qui".

La società principale dell’area portuali di Ancona è la Cps che tra soci, impiegati e personale operaio in banchina conta una settantina di persone. La musica è la stessa: "Non ci saranno disagi, il lavoro per la movimentazione di navi e merci sarà garantito – conferma il presidente, Davide Pucci – In Cps il 99% si è vaccinato e la percentuale infinitesimale verrà al lavoro con il Green pass garantito dai tamponi. I nostri problemi, come per tutto il settore, sono altri, a partire dal rincaro del costo dei carburanti e delle materie prime. Sulla questione politica del Green pass preferisco non entrare".

A livello generale, sarebbero circa 700 i lavoratori che operano all’interno del porto di Ancona finora non provvisti di Green pass, 500 dei quali sono impiegati all’interno di Fincantieri. Si tratta di un numero basso rispetto ai 6.500 addetti che ogni si muovono all’interno di quello che è il più grande hub industriale delle Marche; oltre il 60% è impiegato all’interno di Fincantieri e la quota restante è rappresentata dagli addetti delle aziende della cantieristica, del comparto dei servizi commerciali e della pesca.

"Un luogo di lavoro" lo aveva definito Giovanni Pettorino, al momento di presentarsi in veste di commissario straordinario dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Centrale. C’è preoccupazione tra le rappresentanze sindacali: "I lavoratori vanno messi nella condizione di poter lavorare", ha spiegato Tiziano Beldomenico, che guida la Fiom Marche. Gli stessi sindacati non hanno un quadro esaustivo della situazione, anche per la presenza all’interno dello scalo dorico di lavoratori di aziende che lavorano in subappalto. Non è un caso, dunque, se il prefetto di Ancona Darco Pellos abbia convocato ieri mattina un tavolo tecnico con l’obiettivo di prepararsi ad affrontare le criticità che dovessero verificarsi venerdì e garantire la piena operatività dello scalo portuale. La percentuale di lavoratori senza Green pass resta tale anche all’interno dell’Autorità portuale che però dovrebbe riuscire ad ovviare alle carenze di personale costretto a restare a casa senza stipendio. Domani sarà un banco di prova per tutte le realtà operative portuali, comprese le ditte di trasporto che si muovono nell’area della darsena ad esempio. Il controllo sui Green pass spetterà a ognuna di esse.

Pierfrancesco Curzi