Il punto dove è precipitato il giovane di 22 anni
Il punto dove è precipitato il giovane di 22 anni

Ancona, 10 settembre 2018 - "Mio foglio ha un brutto taglio alla testa ed è ancora frastornato. Ricorda pochissimo, mi ha detto solo. 'Papà ero seduto su una panchina e mi sono alzato per appoggiarmi di schiena alla balaustra di legno quando sono volato giù'. Più guardo il posto da dove è caduto più ringrazio Dio perché ancora è vivo". Vincenzo Tiani è il padre di Filippo, il 22enne precipitato sabato sera dal parapetto di vicolo San Marco, un angolo con la vista mozzafiato sul porto, nel quartiere storico di Capodimonte.

CADE_33522860_122549

Ieri mattina è tornato sul luogo dove è stata sfiorata la tragedia (FOTO) e parlava così, con gli occhi lucidi, fissi a quel vuoto che poteva essere fatale per il figlio. Segretario regionale della funzione pubblica per la Cisl, Tiani padre aspettava l’arrivo dei vigili del fuoco per recuperare il portafoglio di Filippo. Ha ringraziato la squadra Saf a nome del figlio. «Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) è riuscito a fare anche qualche passo in ospedale – ha detto Vincenzo – poi ha firmato le dimissioni per tornare a casa perché voleva farsi una doccia, era ancora tutto sporco di sangue. Domani (oggi per chi legge, ndr) deve tornare a Torrette per un intervento di chirurgia plastica, al brutto taglio che ha alla testa. La fase critica per i medici sembra essere passata, attendevano il decorso della notte che è stato senza grossi problemi. Lì sotto mio figlio ci poteva morire».

Iscritto al terzo anno dell’università Interpreti e Traduttori a Milano, Filippo sabato non era voluto andare a cena con il padre perché voleva studiare e uscire subito dopo. A breve ha un esame importante all’università. Ad Ancona era tornano dal capoluogo lombardo dove vive per motivi di studio solo per i mesi estivi. «Frequenta questa zona da quando ha 15 anni – ha continuato il padre – anche se noi abitiamo a Posatora. Viene sempre qua con gli amici, ascoltano musica, si godono il panorama poi vanno in centro. E’ un loro ritrovo. Se non era per il residente che lo ha visto precipitare non so quando sarebbe stato soccorso perché c’era musica alta sabato, non lo avrebbe sentito nessuno».

Era quella che arrivava dalla chiusura del Lazzabaretto. Filippo era da solo, era arrivato con il motorino (anche questo recuperato ieri mattina dal padre), poco prima aveva scambiato due parole con un amico che poi se ne era andato. Attorno alle 22 il volo di sotto, per circa quattro metri, finito su una tettoia in lamiera di magazzini abbandonati (vicino al parcheggio Traiano) che poggia sopra ad un cordolo in cemento.

Mezzo metro più in là è sarebbe finito dentro un buco del tetto sfondato dall’incuria, precipitando per 15 metri. Alla famiglia di Filippo è arrivata la vicinanza dell’assessore alla sicurezza Stefano Foresi rimasto in contatto con il padre del 22enne per essere aggiornato delle condizioni di salute. «Dopo l’incidente sono venuto di notte a vedere questo posto – ha aggiunto Tiani padre – non c’ero mai stato. Lasciare aperti gli accessi con una balaustra crollata e solo delimitata da tavole di legno è stato un errore. Se consulteremo un avvocato? Prima vediamo come si riprenderà Filippo, è questo che ci sta a cuore».