MARINA VERDENELLI
Cronaca

Pretendeva la spesa gratis. Colpisce il compagno di cella con un punteruolo artigianale

Un detenuto di Montacuto aveva modificato una pinzetta per rifarsi le sopracciglia trasformandola in un’arma che per poco non ha sfigurato la vittima. Un 54enne a processo.

Pretendeva la spesa gratis. Colpisce il compagno di cella con un punteruolo artigianale

Pretendeva la spesa gratis. Colpisce il compagno di cella con un punteruolo artigianale

Avrebbe preteso che il detenuto, compagno di cella, gli facesse la spesa gratis e quando si è sentito dire di no avrebbe innescato un litigio finito con un ferimento da un punteruolo realizzato artigianalmente modificando una pinzetta per sopracciglie. Tre i colpi da punta dati sul torace, appena sotto il mento, e al fianco sinistro. C’è mancato poco che quei fendenti sfigurassero la vittima, un napoletano di 41 anni. Sanguinante fu soccorso dalla polizia penitenziaria arrivata appena sentito il trambusto. Era il 17 settembre del 2021. Teatro dell’aggressione il carcere di Montacuto, dentro una cella con tre detenuti. In due si sarebbero attaccati, uno avrebbe avuto delle forbici ma non sono state mai trovate dopo il sopralluogo della polizia. Per quelle ferite è finito a processo un calabrese di 54 anni, difeso dall’avvocato Paolo Mengoni. Ieri sono stati sentiti in tribunale, davanti al giudice Matteo Di Battista, sia la vittima (collegata da remoto dal carcere di Forli dove si trova ora recluso) che l’imputato. Il napoletano ha sostenuto di essere stato ferito da un paio di forbicette. "Le aveva sul letto - ha testimoniato il 41enne - mi ha colpito tre volte poi ho visto il sangue che usciva così mi sono difeso e gli ho dato uno schiaffo. Lui ha preso dal mio armadietto delle pinze che avevo, le ha storte e buttate a terra facendo poi credere alle guardie che io lo avevo minacciato con quelle". Il napoletano riportò 5 giorni di prognosi per le ferite. Tutt’altra la versione del calabrese. "Ero arrivato da appena un mese - ha detto l’imputato - e mi sono reso disponibile subito per lavorare (serviva il vitto agli altri detenuti e faceva le pulizie). Un giorno mi disse che dovevo fargli la spesa ma io mi sono rifiutato. Da quel momento si è accanito su di me ma l’ho sempre respinto. Il 17 settembre, in piena notte, me lo sono trovato davanti al letto, aveva un pezzo di ferro che poi ho consegnato io alla polizia perché lui dopo avermi minacciato lo aveva nascosto dentro le scarpe. lo sono stato colpito per primo e l’ho solo respinto. Lui quel ferro lo teneva sempre con sé". Ieri è stato sentito anche un detenuto che condivideva la cella con i due. Ha confermato che è stato l’imputato a colpire l’altro con qualcosa di appuntito ma non ricordava bene cosa fosse, se forbici o pinze. Prossima udienza il 24 ottobre per discussione e sentenza.