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6 mag 2022

Rapinata, i due minorenni: "Siamo innocenti"

La studentessa aggredita non li vide in faccia ma un testimone ne ha riconosciuto uno per gli orecchini. La difesa: "Non ha buchi alle orecchie"

I due avevano preso di mira una ragazza che stava passeggiando con il telefonino in mano, mentre rientrava a casa e chiacchierava con il fidanzato
I due avevano preso di mira una ragazza che stava passeggiando con il telefonino in mano, mentre rientrava a casa e chiacchierava con il fidanzato
I due avevano preso di mira una ragazza che stava passeggiando con il telefonino in mano, mentre rientrava a casa e chiacchierava con il fidanzato

La vittima non è stata in grado di vederli perché erano di spalle, il testimone ha ricordato che uno dei due rapinatori aveva gli orecchini ma stando alla difesa il suo assistito non avrebbe nemmeno i buchi alle orecchie. E’ partita così ieri, la prima udienza per il processo in corso al tribunale dei minorenni, per i due giovanissimi accusati della rapina di un cellulare ai danni di una studentessa avvenuta in Largo donatori di sangue, vicino piazza Pertini.

L’episodio risale al 30 novembre scorso e in due sono finiti nei guai, un 16enne e un 18enne di origine nordafricana (che all’epoca dei fatti era ancora minorenne) perché un testimone li aveva riconosciuti poi a bordo di un autobus. Entrambi sono stati arrestati il 10 febbraio scorso dalla Squadra mobile dopo che la gip Paola Mureddu aveva firmato la custodia cautelare del carcere perché c’era il pericolo che reiterassero il reato.

Insieme, stando alle accuse, avevano preso di mira una ragazza che stava passeggiando con il telefonino in mano, mentre rientrava a casa e chiacchierava con il fidanzato. I due bulli gli avrebbero teso un agguato e mentre uno le copriva gli occhi l’altro la spintonava. In quel frangente le avrebbero portato via dalle mani il cellulare, uno smartphone costoso, dileguandosi in pochi secondi.

Dopo oltre due mesi la polizia li aveva individuati, anche grazie ad un testimone oculare che aveva provato a rincorrerli per riprendergli il telefonino, e portati in carcere. Il cellulare non è stato mai trovato. Per le difese dei due ragazzi, rappresentate dalle avvocatesse Nicoletta Cardinali e Nicoletta Pelinga, si tratterebbe di uno scambio di persone perché i loro assistiti sarebbero stati da tutt’altra parte quel giorno.

Ieri in aula ha testimoniato la vittima che ha ripercorso l’aggressione subita precisando però che non aveva visto in faccia i due. Poi è stato sentito il principale testimone che ha descritto uno dei due rapinatori dicendo che "portava gli orecchini" ma l’avvocato Cardinali ha precisato che "il mio assistito non ha nemmeno i buchi". Prossima udienza il 19 maggio per sentire una testimone della difesa.

Marina Verdenelli

© Riproduzione riservata

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