Quotidiano Nazionale logo
Quotidiano Nazionale logo
il Resto del Carlino logo
25 mag 2022

Reddito di cittadinanza, qualcosa non torna

In molti accusano la misura adottata dal Governo: se l’occupazione viene rifiutata per due volte decade il sussidio, ma chi controlla?

25 mag 2022
ilaria traditi
Cronaca
Giuseppe Santarelli, segretario generale Cgil Marche
Giuseppe Santarelli, segretario generale Cgil Marche
Giuseppe Santarelli, segretario generale Cgil Marche
Giuseppe Santarelli, segretario generale Cgil Marche
Giuseppe Santarelli, segretario generale Cgil Marche
Giuseppe Santarelli, segretario generale Cgil Marche

di Ilaria Traditi

Reddito di cittadinanza, capro espiatorio o reale causa della mancanza di lavoratori? Analizzando bene i fatti sembra prevalere la seconda ipotesi, dal momento che lo strumento del Rdc è associato ad un percorso di reinserimento lavorativo e sociale, di cui i beneficiari sono protagonisti sottoscrivendo un Patto per il lavoro o un Patto per l’inclusione sociale. Questa misura di politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà, istituita dal Governo nel 2019 infatti è strettamente legato all’adesione a un percorso di accompagnamento al lavoro e prevede la sottoscrizione della Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro (DID) e del Patto per il lavoro presso il Centro per l’impiego. E se il lavoro viene offerto ma rifiutato per due volte il Rdc automaticamente decade. Inoltre l’importo medio va da un minimo di 473 euro per i nuclei costituiti da una sola persona a un massimo di 763 euro per le famiglie con cinque componenti. Quindi come è possibile che questo strumento sostituisca la ricerca e l’accettazione di un lavoro da parte dei percettori? Se lo chiede anche Giuseppe Santarelli, segretario generale Cgil Marche, che replica alle associazioni datoriali che in questi giorni stanno criticando il reddito di cittadinanza come fosse la causa di tutti i mali per la difficoltà di reperire personale. "Una grave mancanza di conoscenza sul tema o un atteggiamento strumentale, forse per coprire le proprie mancanze – attacca il sindacalista – infatti secondo una ricerca dell’Ires Cgil Marche, al 31122021, nella regione, i percettori di questa misura che risultano occupabili sono 8.400, quelli fino a 29 anni sono circa 1500. Dunque stiamo parlando di numeri irrisori rispetto a quella che è la domanda degli imprenditori. Inoltre si parla di persone che non hanno alcuna formazione e caratteristiche di occupabilità rispetto a quello che è il bisogno delle aziende nella ricerca di determinate figure professionali".

Non solo: i dati Inps dimostrano che le retribuzioni medie lorde annue nei settori dell’alloggio, dei servizi e della ristorazione, nelle Marche, ammontano a 5.600 euro lordi annui. "Insomma – conclude Santarelli – o le imprese stanno proponendo lavori da fame o, dietro a questi settori, si cela molta illegalità e lavoro nero. Forse, in un periodo come questo, sarebbe preferibile lanciare una campagna contro il lavoro nero e la precarietà". A conti fatti, "sarebbe auspicabile, già per la prossima stagione, affrontare questi problemi di carenza di figure professionali avviando da subito un confronto tra le parti. Il tutto coinvolgendo anche le istituzioni ed evitando così di arrivare all’inizio di stagione per accorgersi che manca il personale specializzato".

A livello nazionale la platea dei percettori di Reddito di cittadinanza e di Pensione di cittadinanza è composta da 2,16 milioni di cittadini italiani, quasi 231mila cittadini extra comunitari con permesso di soggiorno UE e quasi 87mila cittadini europei. Il beneficio viene erogato attraverso una carta di pagamento elettronica.

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?