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16 nov 2017

Ancona, giallo Renata Rapposelli. L'autopsia su ciò che resta del corpo

Ora si cercherà di capire se la pittrice scomparsa avesse preso sostanze. Indizi dalle analisi tossicologiche 

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Renata Rapposelli

Ancona, 16 novembre 2017 - Le radiografie, un esame meticoloso del corpo e poi i prelievi di tessuti per le analisi tossicologiche. E’ durata poco meno di tre ore ieri mattina l’autopsia sul corpo di Renata Rapposelli, la 64enne pittrice anconetana scomparsa nel nulla il 9 ottobre scorso, e ritrovata cadavere venerdì scorso nella campagna di Tolentino (FOTO). Ma sui primi risultati dell’accertamento, condotto all’obitorio dell’ospedale di Macerata, gli inquirenti vogliono mantenere il massimo riserbo.

A occuparsi dell’autopsia sono stati i medici legali Loredana Buscemi, incaricata dal sostituto procuratore di Ancona Andrea Laurino (che ieri ha voluto assistere all’esame a Macerata), e Antonio Tombolini, che su incarico del sostituto procuratore di Macerata Enrico Riccioni aveva fatto la prima ispezione del cadavere sabato mattina, subito dopo il recupero nella scarpata che finisce nel Chienti in contrada Pianarucci. Ogni segmento del corpo è stato esaminato con le radiografie, prese dal tecnico Roberto Lombardelli; ma i raggi non avrebbero fatto emergere – a quanto sembra – tracce o elementi utili a capire come sia morta la donna.

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Il medico legale Buscemi ha poi analizzato quello che resta della pittrice: il cadavere ha la metà superiore completamente scarnificata, con giusto pochi capelli rimasti sul cranio; gli animali hanno inferito, e quello che resta è pochissimo leggibile a prima vista, da parte degli inquirenti, per individuare le tracce di eventuali aggressioni. La metà inferiore è invece saponificata: si tratta di un tipo di decomposizione che si verifica negli ambienti umidi.

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Il medico legale Buscemi è riuscita comunque a prelevare dei campioni di tessuto, sui quali potranno essere condotte delle analisi tossicologiche, utili a capire se la donna potesse aver ingerito sostanze particolari prima di morire. Inoltre altri esami saranno condotti, dai quali la procura conta di poter raccogliere alcuni indizi utili per ricostruire le ultime ore di vita di Renata Rapposelli.

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Da una prima analisi comunque lo stato di decomposizione del cadavere sembra compatibile con un decesso avvenuto poco più di un mese fa. A questo punto, non resta che attendere i risultati degli ultimi esami, che potrebbero essere risolutivi. Finita l’autopsia, il sostituto procuratore Laurino ha fatto un summit con i medici legali e i carabinieri di Ancona e Macerata, tra i quali il comandante del Reparto operarativo di Macerata, il colonnello Walter Fava, per valutare i primi risultati dell’esame e le prossime mosse, attravrso le quali fare luce sul giallo della pittrice.

p. p

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