Diamanti
Diamanti

Loreto (Ancona), 3 luglio 2020  - Riciclaggio per dieci milioni e mezzo di euro è il reato notificato a una donna, 70enne di Loreto, denunciata dai finanzieri della Tenenza della Guardia di Finanza di Osimo.

Gli investigatori sostengono che quel denaro sia il provento dell’attività illecita del compagno, un 65enne loretano, imprenditore che opera nel settore del commercio internazionale di diamanti attraverso numerose società, già al centro di inchieste giudiziarie della Procura di Milano quale presunto responsabile di truffe, per milioni di euro, perpetrate a danno di numerosi risparmiatori tra cui diversi vip cui sono stati “venduti”, attraverso canali bancari, diamanti descritti come “beni rifugio”, che sarebbero stati sopravvalutati rispetto al loro reale valore.

I soldi sarebbero stati ripuliti attraverso il ricorso alla tecnica del “loan back” (prestito a se stesso) mediante la concessione di un finanziamento da parte di un istituto di credito lussemburghese che a garanzia ha ricevuto un’anticipazione bancaria. Una volta ripulito, la gran parte del denaro, dieci milioni, è rientrato in Italia sul conto corrente della donna, rapporto sul quale aveva accesso, in quanto delegato, anche il compagno. Con le indagini è emerso anche come sono stati utilizzati i soldi rientrati in Italia: una parte sono stati impiegati per l’acquisto di una proprietà immobiliare, costituita da una lussuosa villa con piscina a Porto Recanati del valore di circa due milioni e mezzo di euro mentre altri sette milioni sono stati utilizzati dal compagno per regolarizzare, attraverso l’istituto del ravvedimento operoso, la propria posizione fiscale.

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Chiamati negli scorsi mesi a giustificare davanti alle Fiamme Gialle osimane quei flussi finanziari, i due hanno asserito che le somme derivavano da attività lavorativa svolta dall’uomo all’estero. Dichiarazioni che di fatto hanno esposto l’uomo a conseguenze fiscali sull’omessa comunicazione all’Erario dei proventi che invece sarebbero dovuti essere assoggettati a tassazione. Il Gip del tribunale dorico ha appena emesso un decreto di sequestro preventivo per la confisca di due milioni e mezzo di euro, confermato sia dal tribunale del Riesame che successivamente dalla Cassazione.