Rifiuti, gestione unica Spunta l’ultimo tentativo per restare pubblici Lo spettro della gara

Ancona e Jesi votatno per la rete di imprese ma c’è tempo solo fino al 30 settembre per realizzare il progetto. Il sindaco Daniele Silvetti: "Si sono persi troppi anni, ora i tempi stringono ma resta il piano A".

Rifiuti, gestione unica  Spunta l’ultimo tentativo  per restare pubblici  Lo spettro della gara

Rifiuti, gestione unica Spunta l’ultimo tentativo per restare pubblici Lo spettro della gara

Gestione unica provinciale dei rifiuti, nuovo rinvio della decisione ma l’indirizzo politico resta immutato nonostante il cambio di colore di alcuni municipi: la maggioranza dei 46 Comuni, dopo una riunione fiume, pur in assenza di un progetto di fattibilità tecnico-economica, ieri ha votato per provare ancora, per la terza volta, ad affidare al pubblico il servizio. Anche il Comune di Ancona con il neosindaco Daniele Silvetti ha votato per tentare di nuovo la strada dell’in house: aveva chiesto all’assemblea Ata di lasciare la possibilità di cercare la strada dell’affidamento pubblico ma di preparare comunque la gara per non trovarsi impreparati. Il presidente dell’Ata Daniele Carnevali ha spiegato però che una volta che si decide di andare a gara, non si può tornare indietro. Così anche Ancona che ha AnconAmbiente, una partecipata con 300 dipendenti che premono per restare ‘pubblici’, al contrario di quanto era emerso nelle ultime ore, ha scelto di non dirigersi subito verso il privato. "Si sono persi anni – spiega il sindaco di Ancona Daniele Silvetti –, ora i tempi stringono ma il piano A resta l’affidamento in house a garanzia del servizio al cittadino e della salvaguardia occupazionale. Se al 30 settembre questa strada non risulterà percorribile, allora si andrà a gara". La maggioranza dei Comuni che hanno le municipalizzate che garantiscono il servizio ha scelto. Ora si tenterà di creare una rete di imprese partendo da AnconAmbiente e JesiServizi. I sei mesi scadono il 31 dicembre ma prevedono uno step intermedio: il 30 settembre prossimo data nella quale, nel caso in cui emerga l’impossibilità di andare in house, si potrà partire con la gara che secondo alcuni Comuni oramai, dopo 10 anni di discussioni, tentativi, ricorsi, sentenze e bocciature è inevitabile.

"Due Comuni di diversi colori politici, Jesi ed Ancona – ha dichiarato ieri in consiglio il sindaco di Jesi Lorenzo Fiordelmondo – hanno lanciato la palla in avanti condividendo la volontà di verificare la possibilità di attrezzare un’ulteriore soluzione in house. La maggioranza dei Comuni ha condiviso questa strada e partiamo così da un piano politico di appoggio solido. Ora sarà necessario che anche la parte tecnica possa combaciare con la volontà politica entro il 31 dicembre quando scocca la nuova ora x".

Contrari e fermi sulle loro posizioni i sindaci di Senigallia, Falconara, Monte San Vito, Belvedere Ostrense e Camerata Picena che spiegano: "Così si rischia di prorogare lo stato di incertezza attuale e di ripetere gli errori del passato che hanno già visto bocciare dagli organi giurisdizionali i tentativi di affidamento in house per ben tre volte con la sentenza del Tar confermato dal Consiglio di Stato e ribadito dalla Corte Conti dei Conti. Siamo convinti che tale decisione non sia nell’interesse dei cittadini delle nostre comunità. Per questa situazione che si protrae da molti anni, le aziende affidatarie del servizio di rifiuti non programmano investimenti che invece potrebbero migliorare il servizio stesso sia sotto il profilo qualitativo e sia riducendo il costo per i cittadini".

Sara Ferreri