Striscione anti Salvini ad Ancona (Foto Serra)
Striscione anti Salvini ad Ancona (Foto Serra)

Ancona, 27 dicembre 2019 - «Diamo un calcio a Salvini». Era la scritta che campeggiava su un campo di calcio in occasione di una partita dell’Ancona Respect femminile under 12. E subito è esplosa la polemica con la Lega che ha preso posizione. "La sinistra ci ha ormai abituato a ogni genere di insulto, ma il fatto che ad Ancona certi violenti radicalizzati e odiatori di professione siano riusciti in un colpo solo a strumentalizzare il Natale, lo sport e delle ragazzine, è francamente sconcertante e abbassa la soglia del grottesco" dice il senatore Paolo Arrigoni, responsabile della Lega Marche .

"Altro che scuola di calcio, questo sembra essere un campo di ri-educazione che incita all’odio e alla mancanza di rispetto verso chi la pensa diversamente, dove si strumentalizza lo sport, che dovrebbe insegnare ben altri valori".

 

La società: “Un atto politico, nessuna violenza”

“Non era una partita giovanile. Non era una partita di beneficenza. Nessuno ha strumentalizzato nessuno. Era una partita interna alla nostra società, tra persone ben consapevoli del nostro impegno sociale e politico ancor prima che sportivo. Impegno politico che abbiamo deciso di manifestare prima del calcio d'inizio, quando ci siamo fotografati con uno striscione con su scritto 'Diamo un calcio a Salvini' per protestare contro la presenza del leader della Lega in città. Un atto politico, sicuramente sì. Ma vederci un incitamento alla violenza è davvero un esercizio da equilibristi”. Così in una nota la Polisportiva Antirazzista Assata Shakur di Ancona, di cui fa parte anche Ancona Respect, la società di calcio femminile e giovanile, finita nel mirino della Lega dopo lo striscione apparso in occasione di una partitella fatta “per salutarci prima della pausa natalizia e farci auguri di buone feste, aperta a tutti, dirigenti, allenatori, calciatrici, amici, tifosi, simpatizzanti, tesserati e non. All'ultimo si sono aggiunte anche le ragazze della giovanile”.

“Il vero incitamento alla violenza - osserva la società - è nelle centinaia di messaggi che abbiamo ricevuto nelle ultime 48 ore dopo che la pagina Facebook nazionale della Lega ha condiviso, decontestualizzando e strumentalizzando, la nostra foto col suddetto striscione: inviti ad essere stuprate, violentate, uccise”. “Ma noi continueremo a portare avanti il nostro messaggio - prosegue la nota -. Tutti i genitori delle ragazze e dei ragazzi iscritti alla nostra scuola calcio sanno del nostro impegno sociale, politico e sportivo. Esponiamo da anni ad ogni nostra partita, lo striscione 'Chi ama lo sport, odia il razzismo. Essere contro ogni tipo di discriminazione, in Italia nel 2019 - conclude la nota -, significa essere contro quei leader politici che provano a dividere per acquisire voti, che lisciano il pelo ai peggiori istinti. Che dicono di essere dalla parte del popolo quando del popolo non lo sono neanche mai stati. Noi siamo il popolo. Con le nostre attività di quartiere quotidiane, basate sul volontariato”.